Rai, il governo interviene per eliminare il tetto dei compensi

Se i componenti del cda Rai erano quasi certi che imporre un tetto massimo ai compensi degli artisti in Rai non equivalesse necessariamente ad una migrazione di questi verso “lidi” più ricchi, il governo non ci sta a correre il rischio, e con una lettera del Mise in pratica vengono salvati gli stipendi d’oro.

I contratti con “prestazioni di natura artistica” non rientrano tra quelli per cui la legge stabilisce il tetto alle retribuzioni di 240 mila euro: con una lettera del sottosegretario allo Sviluppo economico, corredata da un parere di otto pagine dell’Avvocatura dello Stato, la Rai può sciogliere uno dei nodi che stanno complicando la vita dei vertici aziendali e del direttore generale.

Il Mise comunque precisa che la Rai non è esentata dal dovere di individuare i criteri per la determinazione della prestazione artistica e i meccanismi per la determinazione delle retribuzioni, anche in relazione agli obiettivi dei piani editoriali. Spetta alla concessionaria quindi valutare i singoli casi esentati dal tetto ed è – si precisa ancora – necessaria una sollecita determinazione dei criteri.

Niente tetto, dunque, con buona pace dei tanti divi che avevano minacciato, più o meno esplicitamente, un possibile passaggio a Sky o a Mediaset.

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