Renée Zellweger, la sua lettera contro il bullismo

Non mesi ma addirittura anni che le illazioni sul suo conto si susseguono: da quando è drasticamente dimagrita e il suo look è stato completamente stravolto si susseguono a non finire le voci su un suo ricorso alla chirurgia estetica, un ricorso massiccio, tanto che per alcuni è diventata addirittura massiccia.

Accuse durissime quelle rivolte Renée Zellweger, che non ha mai risposto, preferendo andare dritta per la sua strada senza tener conto dei maligni, almeno finora.

La Zellweger ha infatti deciso di mettere un punto alla questione, una volte per tutte, attraverso una lunga lettera aperta che arriva come uno sfogo liberatorio contro chi negli ultimi anni ha pubblicato articoli sul suo aspetto fisico insinuando che possa aver fatto ricorso, più volte, alla chirurgia estetica.

“Io sono una persona fortunata. Il fatto d’aver potuto scegliere una vita improntata alla creatività, e avuto l’opportunità di svolgere un lavoro in grado di darmi soddisfazione e a volte pregno di significato, vuol dire che la mia è a tutti gli effetti un’esistenza fortunata, in nome della quale mi sento disposta a pagare il prezzo di tutte le connesse difficoltà che una vita pubblica porta con sé. A volte tutto ciò significa rassegnarsi all’umiliazione, altre volte invece rendersi conto del fatto che il silenzio non fa che alimentare un problema più grande”, ha esordito, per poi passare al tema “caldo”.

“Nell’ottobre del 2014 un articolo pubblicato da un tabloid sosteneva che io fossi probabilmente ricorsa alla chirurgia estetica per modificare l’aspetto dei miei occhi. Ma della cosa non m’importava; si trattava solo dell’ennesima storia nel gigantesco mucchio di oscenità sfornato quotidianamente dalla stampa scandalistica, e alimentato da titoli scorretti e da quella gente che esercita la propria crudeltà vigliacca dall’anonimato dei pulpiti internettiani. Se oggi mi ritrovo qui a scrivere non è in nome del bullismo di cui sono stata pubblicamente oggetto, né perché il valore del mio lavoro sia stato messo in dubbio da un critico la cui rappresentazione ideale di un personaggio fittizio concepito sedici anni fa, del quale sente d’esser proprietario, io non mi troverei più a incarnare”, ha spiegato, visibilmente contrariata.

Il vero problema, secondo la Zellwegger, è il dibattito che ne è seguito, “anche tra giornalisti rispettabili”, su temi relativi all’ossessione per il corpo e “la confusione tra giornalismo e intrattenimento” anche se ha ammesso che da tempo immemore “il valore di una donna viene stabilito in base al suo aspetto esteriore.”

Poi ha negato di essere mai ricorsa alla chirurgia: “Non che la cosa riguardi nessuno, ma io non ho mai preso la decisione d’alterare il mio volto e di sottopormi a un’operazione chirurgica agli occhi. Il fatto in sé non riveste alcuna reale importanza proprio per nessuno, ma che quell’eventualità sia stata discussa fra rispettati giornalisti, e che sia diventata tema di dibattito pubblico è una sconcertate dimostrazione dello stato di confusione in cui versa il mondo dell’informazione e dell’intrattenimento, e dell’ossessione della società per il fisico”.

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