Roberto Burioni, duro attacco a Salvini e Di Maio no vax
Vaccini una mamma che ha perso la figlia scrive a Matteo Salvini

Per i pochi che non lo conoscessero, Roberto Burioni è un medico e accademico italiano, attivo come ricercatore nel campo relativo allo sviluppo di anticorpi monoclonali umani contro agenti infettivi. Ma il luminare è diventato noto anche grazie ai suoi interventi sui social media contro la disinformazione in materia di vaccini.

In nome del principio della non democraticità della scienza, il professor Burioni ha infatti più volte sentenziato che la parola dei medici vale di più di quella di chi non ha studiato medicina.

Da sempre molto attivo sui social, è diventato celebre alla grande folla per aver definito il provvedimento che istituisce l’obbligo delle vaccinazioni negli asili e nelle scuole per l’infanzia come “una grandissima vittoria per tutti, in primo luogo per i bambini, e soprattutto per quelli che non sarebbero stati vaccinati da genitori incoscienti e avrebbero corso gravi rischi; poi per tutti quelli che non si sono potuti vaccinare, che non si sono ancora vaccinati e per tutti noi”.

Il medico, paladino pro-vaccinazioni, da mesi è impegnato in una campagna a favore dell’obbligo vaccinale, e contro il movimento no-vax italiano e i medici ad esso vicino: si è così esposto che ha ricevuto persino minacce di morte.

Ed ora non ha paura neppure di mettersi contro i politici, ora che in campagna elettorale c’è persino chi, per guadagnare qualche voto, ha l’ardire di parlare senza alcuna competenza in materia.

Nello specifico, i leader del Movimento 5 Stelle e della Lega nel giro di una settimana si sono scagliati entrambi contro l’obbligatorietà dei vaccini contenuta nel decreto Lorenzin.

Roberto Burioni duro attacco a Salvini e Di Maio no vax

E Burioni non ha tardato a dire la sua: «Un politico responsabile deve schierarsi con la scienza, non deve lisciare il pelo a quella parte di elettorato che reputa i vaccini pericolosi in base a superstizioni senza senso».

Certo Di Maio abroghiamo la legge Lorenzin che sembra funzionare– scrive provocatoriamente Burioni-. Non sia mai che qualcuno ci strappi il quinto posto nella classifica mondiale dei casi di morbillo. Così saranno contenti pure quelli che non vogliono gli immigrati: non verranno più da noi per paura di prendere malattie che a casa loro sono sotto controllo”.

Ed ancora: “Ci risiamo: stamattina Matteo Salvini a “L’aria che tira” dice che “ci sono migliaia di bambini che non sono in grado di sostenere dieci vaccini contemporaneamente”– scrive Burioni – “Pensare di sovraccaricare il sistema immune con dieci vaccini è come pensare di sovraccaricare un ponte autostradale con una colonia di formiche. Alcuni bambini non possono essere vaccinati (e sono ovviamente esentati dall’obbligo), proprio per proteggere anche loro è indispensabile che tutti si vaccinino in mondo che siano protetti dall’immunità di gregge, che si spera di raggiungere anche grazie all’obbligatorietà”.

A Salvini – prosegue – ricordiamo che è vero che “in nessun paese ci sono dieci vaccini obbligatori”; in Francia, come gli ha fatto notare la giornalista che lui ha zittito (a meno di un errore di stampa del Figaro che ho tra le mani, gentilmente portatomi da Parigi dal mio amico Chicco Montorsi) i vaccini obbligatori non sono dieci, ma undici. A Matteo Salvini e ai suoi elettori (ma davvero accettate di essere rappresentati da una persona che sostiene teorie antiscientifiche? Io ho colleghi bravissimi che votano Lega, non sarebbe il caso di spiegargli qualcosa?) dedichiamo – conclude – la replica di questo post del giugno scorso, dove si parla per l’appunto dei dieci vaccini.

E a Salvini, che nelle ultime ore ha riproposto per l’ennesima voltalo stesso pensiero, dedica un ulteriore post su Facebook: “E’ ufficiale: abbiamo un nuovo immunologo. Salvini ha appena detto ‘dieci vaccini obbligatori sono un rischio enorme’. Ora vorrei capire. I ‘dieci vaccini’ vengono usati con le stesse dosi e con le stesse tempistiche in tutto il mondo, in quanto sono ritenuti indispensabili per la salute pubblica, e in tutto il mondo vengono ritenuti sicurissimi ed efficaci. Diventano pericolosi in Italia a causa del clima, della latitudine, dell’associazione con la pasta e il prosecco oppure è l’obbligo che li rende inaspettatamente pericolosi?“.

Angela Sorrentino

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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