Rocco Siffredi, nelle sale il suo docufilm autobiografico

Mai come in questi mesi, Rocco Siffredi ha messo a nudo la sua anima, confessando anche i dettagli più intimi della sua vita e della sua carriera, in una miriade di interviste che hanno permesso di conoscerlo ben al di là dei set dove è un celebre attore porno conosciuto a livello internazionale.

E nelle scorse ore l’attore, che ora è passato dall’altro lato della telecamera, è stato ospite al Lucca comics and games, per una chiacchierata sul nuovo film biografico in uscita, “Rocco”: tra una battutina e un doppio senso si scopre che il film, uscito nelle sale il 31 ottobre, narra i retroscena della vita dell’attore, praticamente una telecamera dietro la telecamera.

Il docufilm sul porno divo nostrano è diretto dai francesi Thierry Demaizière e Alban Teurlai, e ripercorre la storia di una vita dettata dall’ossessione per il desiderio. In più, offre uno sguardo inedito sui retroscena della misteriosa industria del cinema porno, al di là di scandalo e oscenità.

“Se mi fossi messo a nudo solo a livello ‘autocelebrativo’ non sarebbe interessato a nessuno vedere il film- ha spiegato in un’intervista rilasciata all’agenzia Dire- Credo che avevo bisogno di una terapia personale. Ho utilizzato questo film in due maniere: far vedere chi è veramente Rocco ai miei fan, a parte quello che tutti conoscono e mi vedono fare, perché penso che gli dovevo qualcosa e gli volevo far capire com’è questo Rocco. Allo stesso tempo ero in una situazione in cui tutto era diventato complesso e avevo bisogno di svuotarmi: sono abruzzese, tosto di testa, e mia moglie mi diceva che dovevo andare da un medico o da uno psicologo. Ma cosa mi avrebbero detto? Stai lontano dal porno? Quindi ho deciso di fare questa esperienza”.

A Libero Siffredi alcuni giorni fa ha accennato al legame forte esistente tra mondo della politica e pornografia: «Al 100 per 100: è un mondo pieno di falsità e compromessi. La politica è la vera pornografia… Sono un grande fan della Brambilla, la vedo bene nel fetish. Poi mi piacciono molto la De Girolamo e anche la Lorenzin: la sua faccia mi ha sempre ispirato qualcosa di particolare».

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