Roger Waters al Desert Trip: Trump è un porco

Eleonora Gitto

Il concerto di Roger Waters al Desert Trip: “Trump è un porco”.

“Trump is a pig, Trump è un porco”: è quello che si legge sul megaschermo del megaconcerto del Desert Trip, in California, dove l’ex Pink Floyd non fa sconti al candidato repubblicano elle elezioni americane.

Sullo schermo tutte le frasi più sessiste e offensive che il miliardario americano ha proferito prima e durante la campagna elettorale.

Intanto un enorme maiale gonfiabile, stile Pink Floyd, vola magicamente sulla platea di decine di migliaia di persone incantate dallo spettacolo.

Ma il Desert Trip, la tre giorni di musica nel deserto, è stato qualcosa di straordinario.

Forse all’insegna della nostalgia, ricordando un po’ Woodstock, ma certamente musica e spettacolo di alto e altissimo livello.

Sul palco, nomi della mitologia della musica, musica vera: gli Who, i Rolling Stones, Bob Dylan, Paul Mc Cartney, Neil Young.

Certo, gente un po’ datata, ma un insegnamento a quei ragazzi che stavano lì, moltissimi, all’insegna del “guardate che la musica non è Rihanna, Justin Bieber” e così via.

Loro, quelli del Desert Trip, sono datati, anziani, ma hanno tracciato un solco così profondo che non è bene scalarlo per andare a cercare qualcosa di diverso che a volte non si chiama nemmeno più musica.

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