Roger Waters, “The wall” davanti al muro di Trump: la musica è protesta
Roger Waters, “The wall” davanti al muro di Trump: la musica è protesta

Roger Waters, ex bassista e cantante dei mitici Pink Floyd, ha deciso di portare “The wall” davanti al muro che vuole costruire Donald Trump.

“The wall è di grande attualità, soprattutto ora con Trump e le sue dichiarazioni sui muri e la sua capacità di creare la massima ostilità tra razze e religioni diverse.  The wall parla di come possa essere dannoso costruire mura sia a livello personale sia a livelli più ampi”, ha aggiunto il bassista. “Bisogna restare in allarme davanti a queste politiche di estrema destra. Le fogne sono colme di avidi uomini di potere e la musica deve esprimere una forma di protesta”.

Questa la dichiarazione rilasciata alla stampa da Roger Waters durante la conferenza che si tenuta al Victoria & Albert Museum in occasione della mostra The Pink Floyd Exhibition: Their mortal remains.

Che il musicista sia un agguerrito avversario di Trump, non è un mistero per nessuno. Tutti ricorderanno, infatti, che durante il Desert Trip Festival dello scorso ottobre, Waters ci era andato pesante contro il neo eletto Presidente americano che ha definito: “maiale, falso, ladro, razzista e xenofobo”.

Waters adesso si prepara a partire per il suo tour americano. Lo aspettano 54 concerti in tutti gli Stati Uniti e c’è da giurarci che manterrà la parola: il brano “The wall” sarà eseguito davanti al muro che vuole costruire il Presidente USA al confine tra Stati Uniti e Messico.

Roger Waters porterà in giro il suo nuovo album Is this the life we really want? E vedrà al suo fianco il produttore dei Radiohead Nigel Godrich.

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