Roman Polanski, nuove accuse per il regista

Se il suo talento è indubbio, altrettanto certo è che nella sua vita non mancano scheletri e, soprattutto negli ultimi anni, si susseguono accuse, anche molto gravi, che non gli fanno onore.

Una donna, identificata come Robin M., nel corso di una conferenza stampa tenuta a Los Angeles insieme all’avvocatessa Gloria Allred, ha accusato il regista Roman Polanski di avere abusato di lei in South Carolina nel 1973, quando lei aveva 16 anni.

È la terza donna a denunciare di avere subìto abusi da parte di Polanski dopo Samantha Geimer nel 1977, caso quest’ultimo per il quale Polanski si dichiarò colpevole fuggendo però in Europa prima che gli venisse imposta la condanna, e dopo l’attrice Charlotte Lewis, che nel 2010 denunciò pubblicamente di avere subìto abusi sessuali nel 1982 quando aveva 16 anni.

La donna non può fargli causa, in quanto il caso è soggetto a prescrizione, ma non è escluso che possa testimoniare contro Polanski nell’eventualità che la richiesta di archiviazione della Geiger venga respinta.

“Parlo solo adesso, così che Samantha e il mondo sappiano che lei non è l’unica vittima minorenne di Roman Polanski”, ha detto Robin M in conferenza stampa.

“Il giorno dopo ho detto a un amico quel che mi aveva fatto Roman Polanski, ma decisi di tacere perché non volevo che mio padre facesse qualcosa che l’avrebbe mandato in prigione per il resto dei suoi giorni”, ha dichiarato la nuova accusatrice dell’autore di Chinatown.

“Io non l’ho superata e credo che Roman Polanski debba pagare per i suoi reati contro la minorenne 13enne Samantha Geimer”, ha detto Robin, che ora ha 59 anni.

Robin M. ha raccontato quidni di essersi arrabbiata quando Geimer ha detto di volere chiudere il caso in modo da riuscire ad andare avanti: è a questo punto che ha deciso di uscire allo scoperto, per chiarire che ci sono altre vittime del regista.

La legale, Gloria Allred, ha chiarito che la sua cliente potrebbe avviare una causa in sede civile, ma al momento ha deciso di non denunciare Polanski.

I legali del regista si sono però mostrati molto sereni e credono poco alle dichiarazioni di Robin M.

La loro difesa parte dalla scelta di convocare una conferenza stampa anziché denunciare tutto alle autorità giudiziarie: “L’unico obiettivo è di generare clamore e forse provare a influenzare un giudice”.

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