Salvatore Esposito da Gomorra lo sfogo sulla realtà della malavita

Ieri sera, per i milioni di fans, è stata allo stesso tempo la serata più attesa e anche quella più temuta: alle 21.10 su Sky Atlantic HD e Sky Cinema 1 HD sono andate in onda le attesissime due puntate finali della seconda serie di Gomorra.

Tra l’entusiasmo di chi è rimasto sbalordito dal finale e chi già pensa alla terza serie, riecheggiano le parole di uno degli attori protagonisti, che sempre nella giornata di ieri è stato intervistato al Taormina Film Fest.

Salvatore Esposito, classe 1986, nato a Mugnano di Napoli, che nella serie interpreta Genny Savastano, ci ha tenuto più volte a sottolineare che “oggi la camorra non ha niente a che vedere con realtà alla Sopranos, dove contano la famiglia e gli affetti. Per loro conta solo il potere. E questo almeno da 25 anni“.

E la sua opinione è lapidaria:  “I camorristi sono tutti animali, con tutto il rispetto per gli animali“.

Sui rischi di emulazione legati a Gomorra, Esposito ha dato anche la sua formula perché i giovani non cadano nella delinquenza: “Dipende solo dallo Stato, che deve dare alternative e anche il senso della coscienza civile. Se questo non c’è, non se ne esce“.

Quando gli si domanda se la sua vita è molto cambiata con Gomorra, risponde: “Mica sono diventato miliardario. Non è cambiato molto, prima lavoravo da McDonald’s e mi bastava. Ora è un po’ diverso, per qualche viaggio in più ma è tutto lì”.

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