Speranza di vita al sud è minore del nord

Il tasso o speranza di vita è un indicatore statistico che esprime il numero medio di anni della vita di un essere vivente a partire da una certa età, all’interno della popolazione indicizzata.

La speranza di vita è data dal numero medio di anni che una persona può aspettarsi di vivere al momento della sua nascita in quel paese in base ai tassi di mortalità registrati nell’anno considerato. Questo indicatore costituisce, insieme con la mortalità infantile, uno dei parametri più significativi delle condizioni sociali, economiche e sanitarie di un paese, configurandosi, quindi, non solo come indicatore demografico ma anche del livello di sviluppo di un paese.

Nel mondo,  il Giappone è il paese in cui si vive più a lungo: tolte dalla lista le città-stato, il Giappone infatti domina incontrastato la classifica, forte di una media di quasi 84,5 anni (81,1 per i maschi e 88 per le femmine).

Seconda posizione assoluta per Singapore: i maschi possono sperare di vivere 81,9 anni (il miglior dato a livello mondiale), mentre le femmine “solo” 87,1, per una media complessiva di 84,4 anni.

In Europa, la prima posizione continentale è detenuta dalla vicina Svizzera, con un’aspettativa di vita di 80,1 anni per i maschi e 84,8 per le femmine, ovvero complessivamente 82,39 anni. I progressi sono stati straordinari nel corso del Ventesimo secolo: basti pensare che ad inizio Novecento i maschi potevano sperare di vivere appena 46,2 anni e le femmine 48,8.

Speranza di vita al sud è minore del nord

aspettativa di vita

L’Italia non è molto lontana da questi numeri, eppure tra nord e sud del paese vi è un divario non indifferente.

L’indice che tiene conto della speranza di vita ci permette anche di comprendere indirettamente quanto sia efficiente la sanità di un dato paese, quanto i fattori climatici favoriscano la salute, quanto incida l’inquinamento, ed è proprio per questo che il dato, ben poco uniforme del nostro paese, è alquanto allarmante.

Tra Nord e Sud del Paese, infatti, non c’è solo un divario economico: in Meridione si vive anche meno rispetto al Settentrione. A denunciare il divario è l’Osservatorio Nazionale della Salute nelle Regioni Italiane, con un focus dedicato alle disuguaglianze di salute.

Secondo i dati, in Trentino Alto Adige si vive in media fino a tre anni in più che in Campania.

In Campania, secondo il report, nel 2017 gli uomini vivono infatti mediamente 78,9 anni e le donne 83,3; nella provincia autonoma di Trento, invece, vivono 81,6 anni gli uomini e 86,3 anni le donne. In generale, la maggiore sopravvivenza si registra nel Nord-Est, dove la speranza di vita per gli uomini è di 81,2 anni e quella per le donne di 85,6; decisamente inferiore nel Mezzogiorno, dove si attesta a 79,8 anni per gli uomini e 84,1 per le donne.

Solo guardando alle province di Napoli e Caserta, queste presentano una speranza di vita inferiore di quasi due anni rispetto a quelle del Nord. Inoltre, pare assurdo, ma non lo è, l’incidenza dell’istruzione della persona è notevole, anche se nelle donne è leggermente inferiore la differenza: 77 anni in media per chi ha conseguito un livello d’istruzione basso, mentre si sale ad almeno 82 per chi ha conseguito la laurea.

Queste disuguaglianze sono acuite dalle difficoltà di accesso ai servizi sanitari che penalizzano soprattutto chi ha un livello sociale più basso. Insomma, il Servizio sanitario nazionale assicura la longevità ma non l’equità sociale e territoriale.

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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