Spermatozoi, averne pochi predispone a molte malattie
Fecondazione assistita una storia lunga quaranta anni

L’oligospermia è una condizione caratterizzata da una concentrazione di spermatozoi inferiore a 20 x 106 spermatozoi per millilitro di sperma eiaculato o un numero totale di spermatozoi minore di 40 x 106 nel volume totale di sperma eiaculato.

L’oligospermia fa diminuire la probabilità che uno degli spermatozoi riesca a fecondare l’ovulo della partner per dare inizio alla gravidanza; tuttavia molti uomini che soffrono di oligospermia sono comunque in grado di diventare padri. Si tratta purtroppo di un disturbo sempre più diffuso, che rende conto delle difficoltà di circa una coppia su tre fra quelle in cui si manifestano difficoltà nella ricerca.

Tra le cause di oligospermia ricordiamo l’abuso di alcol e di sostanze stupefacenti, l’assunzione di alcuni farmaci, le infezioni delle vie genitali, alcune malattie sistemiche, diverse disfunzioni ormonali e l’esposizione a condizioni ambientali sfavorevoli (radiazioni, inquinanti industriali, eccessiva esposizione dei testicoli al calore). Una causa comune di oligospermia è rappresentata dal varicocele, cioè dallo sviluppo di vene varicose in prossimità dei testicoli.

In generale questa patologia viene associata solamente alla difficoltà di concepimento, ma secondo una recente ricerca i problemi sarebbero maggiori e molto più insidiosi.

Uomini con una bassa concentrazione di sperma presentano maggior rischio cardiovascolare e metabolico, di soffrire o ammalarsi di diabete per esempio, e ridotta massa ossea: a sostenerlo uno studio italiano condotto da Alberto Ferlin, docente di Endocrinologia all’Università di Brescia, in collaborazione con Carlo Foresta, professore di Endocrinologia e Andrologia all’Università di Padova.

Spermatozoi, averne pochi predispone a molte malattie

Spermatozoi, averne pochi predispone a molte malattie

Ferlin ha presentato i risultati di uno studio che ha visto coinvolti 5177 uomini italiani infertili. Partendo dall’evidenza del calo complessivo del numero medio di spermatozoi anche tra gli uomini del nostro Paese, dove le ultime stime riconoscono l’infertilità un problema per un uomo su tre, i due ricercatori hanno voluto indagare la presenza di eventuali ulteriori conseguenze per la salute.

È così emerso che circa la metà degli uomini con una bassa conta spermatica – meno di 39 milioni di spermatozoi in «moto» a ogni eiaculazione – risultavano più spesso gravati da una maggiore massa grassa, da più alti valori di pressione sanguigna, colesterolo «cattivo» (Ldl) e trigliceridi nel sangue. Tra di loro più alti erano pure i tassi di frequenza della sindrome metabolica: una condizione che racchiude i fattori di rischio sopra citati e che come tale moltiplica il rischio di sviluppare il diabete ed eventi acuti cardio (infarto) e cerebrovascolari (ictus).

In pratica, Ferlin spiega che i maschi sterili “sono più a rischio di avere importanti problemi di salute coesistenti o fattori di rischio che possono ridurne la qualità e l’aspettativa di vita. E la valutazione della fertilità offre all’uomo un’opportunità unica per fare un bilancio dello stato di salute e per la prevenzione di diverse malattie”.

Di conseguenza, come per tutte le patologie, la parola chiave è prevenzione.

«Prima si inizia, meglio è – puntualizza Luca Carmignani, direttore dell’unità operativa complessa di urologia al policlinico San Donato di Milano e responsabile dell’ufficio ricerca della Società Italiana di Urologia, che nei giorni scorsi ha lanciato una massiccia campagna di prevenzione rivolta alla salute degli uomini -. Tutti i ragazzi hanno bisogno di una visita di controllo per verificare che non vi siano problematiche congenite o situazioni patologiche magari silenziose. Ogni genitore dovrebbe avere chiaro che la salute urologica non è un fatto banale o scontato in giovane età. La giovinezza in sé non è garanzia di assenza di problemi. Ci sono malattie silenti che possono condizionare la fertilità o anche la vita sessuale della persona».

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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