Tumore al colon uno sguardo agli integratori
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Il cancro del colon è il cancro dell’intestino crasso (chiamato appunto colon), che costituisce la parte finale del tratto digestivo, nella maggior parte dei casi di tumore del colon, tutto inizia come piccoli tumori non cancerogeni (benigni), gruppi di cellule chiamate polipi adenomatosi, nel tempo alcuni di questi polipi possono diventare cancri del colon, gli stessi polipi possono essere piccoli e produrre pochi, se non nessun, sintomo. Per questo motivo, i medici raccomandano test di screening regolari per aiutare a prevenire il cancro del colon identificando e rimuovendo i polipi prima che si trasformino in cancro.

Purtroppo oggi il cancro al colon è una neoplasia piuttosto comune, circa 1 persona su 15 (7% della popolazione) lo sviluppa nella vita; è una patologia in alcuni casi mortale che colpisce l’intestino, anche se con una diagnosi precoce sono alte le possibilità di guarigione.

Il tumore al colon (o cancro al colon o tumore del colon-retto) è, nel 95-97% dei casi, un adenocarcinoma, ossia un tumore maligno che trae origine dalle cellule epiteliali della mucosa intestinale.

I sintomi sono numerosi ma anche aspecifici, compaiono generalmente dopo qualche tempo dall’insorgenza della malattia e variano in base alla localizzazione della massa tumorale.

In altre parole, il cancro al colon si presenta, dopo una prima fase asintomatica, con un quadro sintomatologico ampio, poco specifico e dipendente dalla sua localizzazione lungo l’intestino crasso.

In genere, la prima manifestazione clinica è una forma di anemia, dovuta alla perdita cronica di piccole quantità di sangue, laddove la massa tumorale infiltra e danneggia i vicini vasi sanguigni.
Dalla presenza di anemia, scaturisce buona parte degli altri sintomi, che sono: affaticamento, stanchezza, perdita di peso inspiegabile e dispnea, talvolta addirittura a riposo (dispnea a riposo). Raramente, in tali frangenti, lo stato anemico comporta una presenza, visibile a occhio nudo, di sangue nelle feci. Nelle fasi più tardive, completano il sopraccitato quadro sintomatologico: la comparsa di una massa addominale palpabile, forti dolori e crampi all’addome di sinistra, e disturbi urinari e genitali.

La prognosi dipende dallo stadio del tumore al momento della diagnosi. Un quarto dei pazienti giunge alla diagnosi in uno stadio tanto avanzato, da non essere più operabile con intenti curativi.

Le probabilità di guarigione sono più elevate se il tumore viene scoperto nelle fasi iniziali, quando il cancro non si è esteso oltre la parete intestinale.

Negli ultimi anni sono molte le ricerche condotte per velocizzare la diagnosi e migliorare le cure, e attualmente sono ben tre gli studi clinici attivi con l’obiettivo di migliorare le cure e aumentare la sopravvivenza dei malati di cancro al colon.

Tumore al colon attenzione integratori di ferro

Partiranno in numerosi centri oncologici italiani e inizieranno l’arruolamento nel giro di pochi giorni. Il primo studio, ‘Improve’, esplorerà una nuova modalità di somministrazione dell’anticorpo anti-EGFR panitumumab in  associazione alla chemioterapia standard, in pazienti con tumore avanzato in prima linea di trattamento. Obiettivo  della sperimentazione: di impedire al tumore di adattarsi con meccanismi di resistenza al trattamento e, dunque, di  migliorarne l’efficacia e al tempo stesso attenuare alcuni effetti collaterali come la tossicità cutanea.

Il secondo studio, ‘Nicol‘, comincerà l’arruolamento entro giugno e valuterà per la prima volta l’impatto di un immunoterapico, l’anticorpo anti-PD1 Nivolumab, somministrato prima dell’intervento chirurgico nei tumori del colon localmente avanzati. La finalità della sperimentazione è di evitare la formazione di metastasi a distanza.

Il terzo studio si chiamerà ‘Revolution‘, comincerà l’arruolamento entro l’estate ed è risultato vincitore del finanziamento di ricerca finalizzata da parte del Ministero della Salute.

Parallelamente, in queste ore, arrivano anche i risultati di uno studio condotto dalla Chalmers University of Technology (Svezia) che invita a far attenzione nientemeno che agli integratori di ferro.

Dai risultati emersi dallo studio si è potuto evidenziare che il citrato di ferro e l’EDTA possono peggiorare vistosamente la formazione dei tumori nei topi affetti da cancro al colon. Tuttavia, gli scienziati hanno notato che il solfato ferroso non produce effetti avversi, per questo motivo – al momento – è considerato il più sicuro.

Il problema principale è che tali sostanze non si trovano solo nei farmaci da banco, ma anche negli alimenti confezionati. È, infatti, uno dei più noti additivi alimentari.

Unica soluzione è ricordarsi che è possibile aumentare, senza l’uso di integratori, la concentrazione di ferro ematico attraverso il consumo frequente di carne, pesce, verdure, frutta e cereali integrali.

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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