Uova, mangiate in quantità non fanno aumentare il colesterolo
Uova uno al giorno aiuta a proteggere il cuore

Ingrediente cardine di una miriade di alimenti che consumiamo quotidianamente, le uova sono pericolose come ce le hanno sempre dipinte, soprattutto se mangiate in grandi quantità, o al contrario possono rivelarsi persino benefiche?

Per oltre 50 anni gli scienziati hanno condotto ricerche sul rapporto tra il consumo di uova e la salute cardiaca, soprattutto sondando l’assunto secondo cui le uova causano un aumento dei livelli di colesterolo nel sangue e contribuiscono ad ostruire le arterie.

Di per sé, il colesterolo è una sostanza vitale, prodotta in grandi quantità dal nostro organismo. Questa molecola organica è, tra le altre cose, il precursore della biosintesi della vitamina D e degli ormoni steroidei, eppure se il livello è troppo alto, si incorre in problemi cardiovascolari.

Questo perché di colesterolo ne esistono due tipi diversi: LDL (colesterolo veicolato dalle lipoproteine a bassa intensità) e HDL (colesterolo veicolato dalle lipoproteine ad alta intensità).

Il colesterolo LDL, detto anche “colesterolo cattivo”, può portare alla creazione delle cosiddette “placche” nella parete interna delle arterie. La placche sono un accumulo di sostanze diverse come colesterolo, calcio, grasso e scarti cellulari. Questo processo, conosciuto come “aterosclerosi”, si sviluppa di solito nel corso di un lungo periodo di tempo e nella maggior parte dei casi non si riesce a notare. Nella peggiore delle circostanze, queste placche possono rompersi all’improvviso causando un coagulo di sangue che a sua volta può causare un ictus o un infarto.

Per molto tempo si è creduto che seguire una dieta ricca di determinate sostanze portasse direttamente a un aumento dei livelli di colesterolo nel sangue. Tuttavia, alcuni studi hanno dimostrato che, più che il colesterolo stesso, sono i grassi saturi ad avere un forte impatto su tale aumento. Cibi come carne grassa, salsicce, burro, panna, formaggio, latte intero e dolci sono ricchi di grassi saturi. Anche gli acidi grassi trans, che si trovano nei cibi processati e fritti come ad esempio le patatine, aumentano i livelli di colesterolo LDL (cattivo) e riducono i valori del colesterolo HDL (buono).

Per decenni anche le uova sono state additate, ma ecco che arriva un nuovo studio a smentire: la ricerca della Sidney University ha scoperto che mangiare fino a 12 uova a settimana per un anno non ha aumentato i fattori di rischio cardiovascolare nelle persone con diabete pre-diabete e tipo 2.

Il lavoro – coordinato da Nick Fuller dell’University’s Boden Institute of Obesity, Nutrition, Exercise and Eeating Disorders presso il Charles Perkins Centre, e condotto con la Sydney Medical School dell’università di Sydney e il Royal Prince Alfred Hospital cittadino – è l’estensione di una ricerca precedente arrivata a conclusioni simili: dopo 3 mesi di una dieta di mantenimento ponderale che comprendeva un consumo di uova alto (12 a settimana) oppure basso (meno di 2 a settimana), non erano state rilevate fra i partecipanti differenze negli indicatori spia di pericolo cardiovascolare.

Nel nuovo studio gli stessi pazienti hanno seguito per altri 3 mesi una dieta, questa volta dimagrante, continuando però con il medesimo introito di uova (alto o basso). Consumo che hanno infine mantenuto per ulteriori 6 mesi, arrivando a 12 mesi in tutto.

Anche in questo caso, i dati raccolti non hanno dimostrato significative differenze tra i partecipanti. “Diversamente da quanto consigliato normalmente per il consumo di uova per i soggetti con pre-diabete e diabete di tipo 2, la nostra ricerca indica che le persone non devono rinunciare alle uova, se fanno parte di una dieta sana” spiega il dottor Fuller, autore dello studio.

I ricercatori quindi sono certi che il vero segreto per mantenere basso il colesterolo cattivo è una dieta sana ed equilibrata cercando di sostituire i grassi saturi, come il burro, con altri monoinsaturi o polinsaturi, come l’avocado e l’olio d’oliva.

Angela Sorrentino

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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