Vaccini, sono 25 mila i bimbi non in regola in Lombardia

VEB

Come abbiamo avuto modo di sottolineare più volte in questi mesi, a partire dallo scorso settembre in Italia è stato introdotto l’obbligo vaccinale, cioè il dovere di vaccinare i figli per consentire loro di frequentare le scuole. L’obiettivo è, chiaramente, quello di evitare il diffondersi di malattie non ancora debellate, alcune delle quali si credeva non esistessero più nel nostro Paese.

Nello specifico, i vaccini obbligatori sono dieci, mentre per altri quattro è prevista un’offerta attiva e gratuita. Le vaccinazioni obbligatorie sono quelle contro: poliomielite; tetano; difterite; epatite B; Haemophilus influenzae B; pertosse; morbillo; parotite; rosolia e varicella.

Per i genitori che non vaccinano i figli è stata prevista dalla legge una sanzione economica che va da cento a cinquecento euro. Rispetto all’iniziale decreto legge , le somme sono state di gran lunga ridotte, dato che inizialmente si parlava di ben 7.500 euro, ed è stata eliminata la sanzione della perdita della responsabilità genitoriale.

Inoltre, i bambini non vaccinati non potranno frequentare i nidi e la scuola dell’infanzia. Il divieto, pertanto, colpisce solo i bambini fino a sei anni. La sanzione pecuniaria, infatti, estingue l’obbligo della vaccinazione ma non permette comunque la frequenza, da parte del minore, dei servizi educativi dell’infanzia, sia pubblici sia privati, non solo per l’anno di accertamento dell’inadempimento, ma anche per quelli successivi, salvo che il genitore non provveda all’adempimento dell’obbligo vaccinale.

La legge, entrata in vigore lo scorso settembre, aveva dato come tempo massimo ai genitori, per mettersi in regola, proprio questo mese di marzo.

Vaccini, sono 25 mila i bimbi non in regola in Lombardia

Vaccini, sono 25 mila i bimbi non in regola in Lombardia

Se gli ultimi dati provvisori hanno annunciato una sostanziale vittoria sul fronte della copertura, che è di molto aumentata, non mancano comunque i bambini i cui genitori hanno scelto di non adempiere all’obbligo.

E non sono neppure pochi: come si può leggere in un comunicato ufficiale, “secondo gli elenchi forniti alle nostre Ats da 1.965 su 10.729 strutture scolastiche della Lombardia, tra asili nido, scuole materne, elementari, primarie e secondarie, sono complessivamente 25.599 i soggetti fino ai 16 anni (sono circa 1.500.000 i nati) che non hanno presentato la documentazione richiesta alla data del 10 marzo in virtù della legga sull’obbligo vaccinale. La scadenza riguardava chi aveva autocertificato a settembre e ottobre di essere in regola con le vaccinazioni e chi si era avvalso dell’autocertificazione della volontà di richiedere ai Centri vaccinali di effettuare le vaccinazioni”.

Questo però è soltanto un primo bilancio, appunto, visto che i dati, forniti dall’assessore al Welfare Giulio Gallera, riguardano soltanto una piccola parte di scuole in Lombardia.

A questo punto, stando al decreto Lorenzin, le famiglie che non sono in regola rischiano una sanzione che può andare dai 100 ai 500 euro. Nel caso di bambini piccoli e piccolissimi (sia quelli del nido che quelli delle materne), invece, la normativa è ancora più stringente e prevede che gli alunni non possano proprio frequentare le scuole.

“Ora, comunque -ha sottolineato Gallera -, partiranno le verifiche da parte delle Ats sui nominativi comunicati per accertare la reale situazione. Da alcune analisi a campione già avviate dalle Agenzie tra i 25.599 inadempienti ci sarebbe, infatti, anche qualcuno che pur non avendo presentato la documentazione risulta invece già essere stato vaccinato”.

“Ci auguriamo – ha concluso – che il numero si riduca ulteriormente. Regione Lombardia metterà in atto, comunque, prima di giungere alle inevitabili sanzioni previste dalla legge, che possono andare da 100 a 500 euro, tutti gli strumenti necessari per tentare di convincere e far acquisire alle famiglie la consapevolezza che le vaccinazioni sono un atto responsabile da compiere sia per la salute dei propri figli che per il bene della comunità”.

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