A Carrara fa paura la malattia tropicale Dengue
Malaria forma ricorrente un nuovo farmaco approvato dalla FDA

L’Italia non è proprio il paese adatto, per le sue temperature e per il suo ecosistema, per la proliferazione delle malattie tropicali, eppure a Carrara in queste ore c’è grande paura per una delle infezioni più pericolose proprio dei Tropici.

Il Dipartimento di prevenzione dell’Asl Toscana Nordovest di Massa-Carrara ha infatti informato il Comune di Carrara che nella giornata di giovedì 7 giugno, nel comune di Carrara, si è manifestato un caso di febbre denominata “Dengue”, una malattia tipica appunto delle aree tropicali.

«E’ una malattia che di solito non lascia alcun tipo di conseguenze – fanno sapere da Asl per tranquillizzare tutti – a parte rari casi in cui ci possono essere complicazioni dovute più che altro ad una situazione di salute già precaria: la malattia ha il decorso di una normale influenza».

Nonostante quindi non ci sia nulla da temere, considerato che l’intervento principale per la prevenzione della malattia consiste nella massima riduzione possibile della popolazione di zanzare, secondo quanto previsto in questi casi dal protocollo del Ministero della Salute, la Asl ha dato comunque disposizione al Comune di effettuare un intervento straordinario di disinfestazione sia nelle aree pubbliche che in tutte le aree private aperte (giardini, cortili, eccetera).

Il sindaco ha quindi emesso l’ordinanza 507/2018 nella quale è stato chiesto a tutti i residenti, amministratori condominiali, operatori commerciali, gestori di attività produttive e in generale a tutti coloro che abbiano l’effettiva disponibilità di aree aperte o abitazioni, ricompresi nell’area interessata, di consentire l’accesso alle proprie pertinenze esterne da parte degli operatori della ditta Ecosan che ha quindi provveduto alla disinfestazione a partire dalle 3 del mattino di sabato 9 giugno fino alle ore 10.00 dello stesso giorno.

In seguito al trattamento si raccomanda di rispettare un intervallo di 15 giorni prima di consumare frutta e verdura che siano state irrorate con prodotti insetticidi, lavarle abbondantemente e sbucciare la frutta prima dell’uso. Procedere, con uso di guanti lavabili o a perdere, alla pulizia di mobili, suppellettili e giochi dei bambini lasciati all’esterno che siano stati esposti al trattamento. In caso di contatto accidentale con il prodotto insetticida lavare abbondantemente la parte interessata con acqua e sapone.

Di origine virale, ricordiamo che la dengue è causata da quattro virus molto simili (Den-1, Den-2, Den-3 e Den-4) ed è trasmessa agli esseri umani dalle punture di zanzare che hanno, a loro volta, punto una persona infetta. Non si ha quindi contagio diretto tra esseri umani, anche se l’uomo è il principale ospite del virus.

Nell’emisfero occidentale il vettore principale è la zanzara Aedes aegypti, anche se si sono registrati casi trasmessi da Aedes albopictus. La dengue è conosciuta da oltre due secoli, ed è particolarmente presente durante e dopo la stagione delle piogge nelle zone tropicali e subtropicali di Africa, Sudest asiatico e Cina, India, Medioriente, America latina e centrale, Australia e diverse zone del Pacifico.

Nei paesi dell’emisfero nord, in particolare in Europa, costituisce un pericolo in un’ottica di salute globale, dato che si manifesta soprattutto come malattia di importazione, il cui incremento è dovuto all’aumentata frequenza di spostamenti di merci e di persone.

Si presenta con febbre, cefalea, dolore muscolare e articolare, oltre al caratteristico esantema simile a quello del morbillo. In una piccola percentuale dei casi si sviluppa una febbre emorragica pericolosa per la vita, con trombocitopenia, emorragie e perdita di liquidi, che può evolvere in shock circolatorio e morte. Non esistendo una vaccinazione efficace, la prevenzione si ottiene mediante l’eliminazione delle zanzare e del loro habitat, per limitare l’esposizione al rischio di trasmissione.

La terapia è di supporto e si basa sull’idratazione in caso di una forma lieve-moderata di malattia e, nei casi più gravi, sulla somministrazione endovenosa di liquidi e sull’emotrasfusione.

Attualmente sono allo studio una serie di vaccini, anche se la conoscenza del virus e del suo meccanismo di azione sono aumentate solo in anni recenti, dopo che si è registrato un incremento della diffusione della malattia.

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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