Apnee notturne, niente patente per chi ne soffre

Ogni anno centinaia di persone perdono la vita sulla strada, vittime di pirati che si mettono alla guida ubriachi o sotto effetto di droghe, ma anche per incidenti provocati da distrazioni o malori improvvisi di chi si trova al volante.

È importante quindi, in prima persona, assicurarsi di essere lucidi e non troppo stanchi per far attenzione a tutti i pericoli della strada, e di non soffrire di patologie che possono influire improvvisamente sulla lucidità mentale.

Secondo quanto prevede un decreto del ministero dell’infrastrutture e dei trasporti del 22 dicembre 2015, pubblicato in Gazzetta ufficiale, in recepimento di una direttiva comunitaria sulle patenti di guida, da oggi anche in Italia niente più patente di guida per chi soffre di disturbi del sonno causati da apnee ostruttive notturne.

In particolare, il provvedimento prevede che «la patente non deve essere né rilasciata né rinnovata a candidati o conducenti affetti da disturbo del sonno causati da apnee ostruttive notturne che determinano una grave ed incoercibile sonnolenza diurna, con accentuata riduzione delle capacità dell’attenzione». Stesse restrizioni anche per chi soffre di gravi affezioni neurologiche.

Al di là dei sinistri stradali, le apnee “nascoste” possono avere gravi conseguenze cardiovascolari, come ictus, infarto, aritmia cardiaca. C’è solo un modo per scoprire le apnee, un semplice esame non invasivo: la polisonnografia.

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