Bologna, guardia penitenziaria tenta il suicidio in ospedale

Eleonora Gitto

Tentativo di suicidio di una guardia penitenziaria nell’Ospedale Sant’Orsola di Bologna.

Il problema dei suicidi dei detenuti in carcere non si ferma là. Ci sono delle code che riguardano sovente anche gli operatori dei carceri stessi, evidentemente costretti a vivere e operare in condizioni estremamente difficili, quasi disumane, al pari dei detenuti stessi.

Succede così che un episodio grave è successo pure a Bologna, dove c’è stato un tentativo di suicidio di un agente di polizia penitenziaria proveniente dal napoletano, un quarantaquattrenne.

Tutto è successo la mattina di sabato 3 dicembre, quando la guardia si era recata al pronto soccorso dell’Ospedale Sant’Orsola per un problema, a quanto pare banale, riguardante un labbro.

Ma a un certo punto l’agente si sarebbe appartato in una stanza chiusa. Subito dopo la deflagrazione e la terribile constatazione della gente immediatamente accorsa.

Nulla lasciava prevedere tutto ciò, anche perché alla guardia era stato assegnato un semplice codice bianco e, dopo un primo controllo, stava semplicemente attendendo la visita successiva dei medici.

Le condizioni dell’uomo sono gravissime. Dall’inizio dell’anno sono cinque i poliziotti penitenziari che si sono tolti la vita, e dal 2000 si contano oltre cento casi di suicidi.

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