Corte di Strasburgo per Charlie Gard ok a staccare la spina

Eleonora Gitto

Il bene placido arriva dalla Corte di Strasburgo che ha deciso di dare il via libera per “staccare la spina” al piccolo Charlie Gard, vogliamo sperare non certo una decisione presa a cuor leggero ma quanti i dubbi e i possibili rimorsi soprattutto legati all’età del piccolo paziente, d’altronde allo stesso ospedale avevano paventato l’unica decisione possibile: interrompere le cure.

Per la Corte di Strasburgo si deve staccare la spina al piccolo Charlie Gard.

Siamo sempre là. La spina in certi casi si deve staccare in certi oppure no? La ragione e l’etica vogliono che sia il paziente stesso a decidere.

Ma se il paziente non è in grado di decidere? Sia perché non è cosciente o perché, in virtù della sua età, non è in grado di prendere una decisione?

A questo punto, come nel caso del piccolo Gard, la situazione è delicatissima.

C’è però un elemento oltre il quale non si può andare: se il piccolo soffre e se non c’è possibilità alcuna di guarigione, si deve prendere la decisione migliore. Forse l’unica.

Charlie è affetto da sindrome da deperimento mitocondriale, che è una malattia genetica rara purtroppo non guaribile.

Lo staff medico del Great Ormond Street Hospital si era già espresso per interrompere le cure.

E così anche l’Alta Corte inglese: per i giudici di Strasburgo i medici potevano interrompere le cure quando la situazione avrebbe comportato solo sofferenza per il bimbo.

Sulla stessa falsa riga la Corte di Strasburgo, che sostanzialmente ha accolto le tesi del Tribunale inglese, nonostante i genitori, disperatamente, ed è del tutto comprensibile, abbiano tentato di portare il bambino negli Stati Uniti per una cura cosiddetta nucleosidica.

I genitori avevano considerato la decisione dei giudici inglesi come iniqua e sproporzionata ai loro diritti genitoriali.

Ma qui non si tratta dei diritti dei genitori: si tratta del diritto di un piccolo essere umano a non soffrire inutilmente più di tanto. E questo diritto ha la preminenza assoluta sopra ogni altro.

Nel frattempo i genitori di Charlie hanno operato una raccolta di fondi che ha avuto uno straordinario successo. Le donazioni continuano ad arrivare incessantemente da tutto il mondo.

I giudici di Strasburgo si sono così espressi, tra l’altro: “Le decisioni dei Tribunali nazionali sono state meticolose e accurate, e riesaminate in tre gradi di giudizio con ragionamenti chiari ed estesi che hanno corroborato sufficientemente le conclusioni cui sono giunti i giudici”.

Nonostante ciò, la storia di Charlie continua a dividere l’opinione pubblica.

Numerose autorità di bioetica sono state interpellate e addirittura è stato richiesto un intervento di Papa Francesco su questo caso.

Ma nel frattempo il piccolo sta soffrendo, e i medici sono convinti che più passa il tempo e più il bimbo soffrirà, in un crescendo disumano. E questo non è giusto. Non lo è affatto.

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