Dieta crash funziona ma controllate il cuore
Probiotici combattono ansia e aiutano a dimagrire

Anche se il gelo attanaglia tutta la nostra penisola, pian piano si comincia a pensare alla prossima estate e naturalmente pensiamo ai chiletti di troppo accumulati durante il periodo invernale, tanti sono i regimi alimentari utili non solo alla nostra salute ma anche per riuscire a perdere qualche chilo, utile, naturalmente, anche l’attività fisica, ma quello che è più utile è la nostra “costanza” nel seguire una dieta ed un regime alimentare preciso, così come quella di accompagnare il tutto con qualche ora di palestra.

In vista dell’estate però l’esigenza di rimettersi in forma si fa sentire sempre più prepotentemente, ed ecco quindi che si cerca di ricorrere a metodi miracolosi e diete, anche sbilanciate, per perdere i kg in eccesso,

in particolare sta facendo tanto parlare di sé, in primis perché effettivamente è efficace, la dieta Crash.

La Crash Diet o Dieta Crash è un sistema drastico di dimagrimento corporeo. In realtà, si tratta di un vero e proprio digiuno controllato, finalizzato a ridurre il tessuto adiposo in un arco di tempo più breve possibile.

Oltre alla rapidità nel dimagrimento, l’altra caratteristica unica della crash diet è il modestissimo tempo di applicazione: la dieta crash infatti è concepita per essere protratta al massimo per una settimana. In pratica, le persone che non hanno voglia, tempo o denaro per gestire una dieta dimagrante, affrontano dei microcicli settimanali di crash diet tentando di smaltire 2-8gk in breve tempo.

Dieta crash, funziona ma attenzione al cuore

Dieta crash funziona ma attenzione al cuore

Le diete di questo tipo sono basate quasi esclusivamente sul ricorso ai pasti sostitutivi: barrette o bevande. In questo modo si prova a fornire tutti i nutrienti necessari, riducendo però in maniera drastica l’apporto di energia all’organismo.

Se indubbiamente questo regime dietetico può ridurre in maniera drastica le curve del corpo, allo stesso tempo può mettere pure a repentaglio il cuore, soprattutto in chi è già sofferente.

Questo è quanto hanno dimostrato alcuni ricercatori dell’Università di Oxford, indagando con la risonanza magnetica la distribuzione del grasso a livello addominale, epatico e cardiaco in 21 persone obese, alle quali per otto settimane è stata fatta seguire una dieta con un introito energetico giornaliero compreso tra 600 e 800 chilocalorie.

Secondo gli esperti, già dopo una settimana il grasso totale, quello viscerale e quello epatico dei pazienti sottoposti al regime avevano subìto drastiche riduzioni: rispettivamente del 6, dell’11 e del 42 per cento. Tutto ciò accompagnato da una migliore risposta delle cellule all’insulina (in termini di assorbimento degli zuccheri circolanti nel sangue) e da livelli ridotti (dunque più adeguati) di colesterolo totale, trigliceridi, zuccheri e pressione sanguigna.

Il problema è che però anche la componente di grasso che avvolge il cuore – e che ha sia funzione energetica sia di cuscinetto – è risultata quasi dimezzata. Un aspetto che è stato associato a una riduzione della funzionalità cardiaca: a partire dalla capacità di pompare il sangue in tutto il corpo attraverso le arterie.

Inoltre, la maggior parte delle persone che affronta una dieta crash va incontro al così detto “effetto yo-yo” del peso, ovvero una continua fluttuazione dovuta al recupero e alla perdita di acqua e grasso corporeo tra i periodi di dieta e quelli di compenso.

Con la limitazione drastica dell’apporto calorico, dopo 1 o 2 giorni, l’organismo tende ad abbassare il metabolismo vanificando (seppur parzialmente) il tentativo di dimagrimento.

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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