Dipendenze, sono troppe quelle che caratterizzano i nostri giovani
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La dipendenza altro non è che un processo attraverso il quale si produce, inizialmente, un comportamento che può avere la funzione di procurare piacere e di alleviare un malessere interiore, ma ben presto si perde il controllo, sull’attività ma anche sulla propria stessa vita e, benché si desideri uscirne, i tentativi si rivelano per lo più fallimentari.

Quando si parla di dipendenze si pensa subito alle sostanze illegali come l’eroina, l’ecstasy o la cannabis, ma sono altrettanto fonti possibili di dipendenza il tabacco o l’alcol, e persino attività abituali della nostra quotidianità possono diventare comportamenti compulsivi: sport, pulizia, lavoro, computer, shopping, cibo, gioco d’azzardo.

E purtroppo oggi gli adolescenti italiani adottano condotte a rischio di dipendenza, non solo da sostanze, tanto che oltre un giovane su cinque che frequenta le scuole superiori ha un rapporto patologico col web.

È quanto emerge dallo studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Psychiatry e condotto dalla Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS – Università Cattolica, con Marco Di Nicola e il coordinamento di Luigi Janiri.

L’indagine ha coinvolto 996 ragazzi (240 maschi e 756 femmine dell’età media di 16 anni) valutati mediante questionari tesi a raccogliere informazioni su comportamenti come abitudine al fumo, uso di alcolici e di altre sostanze d’abuso, rendimento scolastico e comportamenti a rischio dipendenza come uso di Internet, gioco d’azzardo ed esercizio fisico.

E purtroppo è emerso appunto che dall’uso spasmodico di internet alla pratica sportiva ‘ossessiva’, fino a comportamenti patologici di gioco, i nostri giovani sembrano sempre più portati a lasciarsi incatenare in qualche dipendenza da cui è difficile uscire.

“Il consumo frequente di alcolici e l’uso di sostanze sono risultati molto comuni nei maschi – spiega l’esperto e coordinatore dello studio Di Nicola – ma rispetto al passato le differenze di genere sono sempre meno evidenti, soprattutto per quanto riguarda i cannabinoidi ed il binge drinking (abbuffate alcoliche)”.

L’uso problematico di Internet è stato rilevato nel 22,1% dei giovani senza differenze tra maschi e femmine. “Tale fenomeno – prosegue – è stato valutato con un’intervista e con test specifici che esplorano l’impatto dell’uso di internet sulla quotidianità e il grado di disagio che i giovani sperimentano quando non possono accedere al web con le modalità desiderate. Si tratta di un comportamento altamente disadattivo (con ripercussioni significative sul funzionamento generale del soggetto) anche se non si può parlare ancora di una vera e propria dipendenza”.

Il 9,7% degli adolescenti valutati ha inoltre descritto delle modalità di gioco problematiche, più frequenti tra i maschi.

“Negli ultimi anni – hanno quindi concluso gli esperti– abbiamo assistito, tra i giovani italiani, all’abbassarsi dell’età del primo contatto con le sostanze d’abuso, all’aumento del poliabuso, di comportamenti quali il binge drinking e la drunkoressia (sottoporsi a restrizione alimentare prima di consumare alcolici, sia per limitare l’introito calorico ed evitare di prendere peso, sia per potenziare gli effetti euforizzanti e disinibenti dell’alcol), nonché dell’uso problematico di Internet e del gioco (prevalentemente online), con un incremento del rischio di sviluppare in età adulta dipendenze patologiche e disturbi psichici”.

Ricordiamo che, in generale, il rischio maggiore è che i ragazzi, percependo queste dipendenze come controllabili, tendano a sottovalutarle a scapito della prevenzione e di un precoce intervento.

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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