Disfunzione erettile possibile curarla con gli ultrasuoni
Disfunzione erettile possibile curarla con gli ultrasuoni

La disfunzione erettile è l’incapacità di avere e/o mantenere un’erezione soddisfacente, pur in presenza di un buon desiderio sessuale.

Viene distinta in “primaria” o “secondaria” rispettivamente se la disfunzione si è manifestata fin dall’inizio dell’attività sessuale del soggetto o se è invece intervenuta in un secondo momento, successivamente a un periodo di vita sessuale soddisfacente.

Si parla inoltre di disturbo “generalizzato” o “situazionale” a seconda se è sempre presente nell’attività sessuale dell’uomo o soltanto in determinate situazioni, attività o partner.

Tra gli uomini, la presenza di disfunzione erettile è fonte di imbarazzo e può avere un impatto marcatamente negativo sul tono del loro umore, sulla loro relazione con il partner e sulla qualità della vita in generale.

Problema abbastanza diffuso tra gli uomini di età superiore ai 40 anni, la disfunzione erettile può dipendere da: particolari condizioni fisiche (es: diabete, arteriosclerosi, sclerosi multipla ecc.), l’assunzione di determinati medicinali (es: diuretici, antipsicotici, corticosteroidi, farmaci citotossici ecc.), problemi di natura psicologica (es: depressione, ansia) e altre cause ancora (es: abuso di alcol, uso di droghe, tabagismo ).

La valutazione del maschio con disfunzione erettile consiste di tre parti distinte, vale a dire, un dialogo strutturato come un’intervista, l’esame fisico e test aggiuntivi. Mentre il ruolo di questi ultimi è oggetto di discussione generale, ci sono alcuni pazienti che possono beneficiare nell’individuare la causa della DE. Tutti i pazienti che si presentano per la valutazione di impotenza dovrebbero subire una valutazione della loro storia globale e un esame fisico.

Il trattamento della disfunzione erettile comprende sempre una terapia causale, cioè mirata a curare la causa all’origine delle problematiche d’erezione, e una terapia sintomatica, il cui obiettivo è aiutare il paziente nell’avere un’erezione.

Disfunzione erettile possibile curarla con gli ultrasuoni

Disfunzione erettile possibile curarla con gli ultrasuoni

Una terapia efficace è ormai disponibile da tempo e include pillole, supposte uretrali, dispositivi per creare il vuoto, farmacoinfusioni peniene ed una varietà di trattamenti chirurgici compresi l’impianto di protesi.

E, proprio in questi giorni, dall’Università Federico II di Napoli arriva una nuova terapia che rivoluziona il trattamento della disfunzione erettile.

‘Ri.Sani’, questo il nome della terapia, è l’acronimo di Riabilitazione sessuale andrologica non invasiva ed è il frutto del lavoro di Fabrizio Iacono, docente di Urologia e andrologo dell’Azienda universitaria napoletana.

Il metodo Ri.Sani – evidenzia Iacono – sfrutta le onde d’urto a bassa intensità (paragonabili a semplici ultrasuoni) combinandole con integratori di ultima generazione, brevettati in tutto il mondo e personalizzati a secondo dei casi. Con questo schema sono stati trattati negli ultimi 5 anni centinaia di pazienti con risultati eccellenti nella maggioranza dei casi. Il trattamento della disfunzione erettile con onde d’urto a bassa intensità non solo fa parte delle linee guida della Società europea di urologia ma è argomento di studi scientifici pubblicati su autorevoli riviste internazionali”.

La Riabilitazione sessuale andrologica non invasiva mira a ripristinare la funzione ‘sopita’ senza ricorrere a farmaci o a cure dolorose, eliminando effetti collaterali e controindicazioni limitanti.

Iacono assicura che basta sottoporsi a una seduta settimanale di circa 15 minuti da ripetere per 4 o 5 volte. La procedura è indolore e i miglioramenti funzionali ottenuti in genere durano diversi mesi o in alcuni casi anche qualche anno.

Finora la metodica si è rivelata ottima in 7 pazienti su 10, che sono tornati ad avere una vita ‘sotto le lenzuola’ normale. Chi è affetto dalla forma più grave di impotenza, invece, deve continuare ad assumere i farmaci.

Angela Sorrentino

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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