La maggior parte di noi conosce questa situazione: è tarda notte, dovremmo spegnere i nostri dispositivi e prepararci per il sonno, ma rimaniamo incollati allo schermo, navigando tra le notizie e i social network.

Ci ritroviamo a “scrollare” lo schermo del nostro dispositivo senza mai fermarci, con la voglia di continuare. Gli anni recenti hanno segnato un incremento dell’utilizzo di piattaforme come Facebook e Twitter, ma ci si interroga sul perché persistiamo in questa abitudine definita ‘scrolling della disperazione‘, nonostante le sensazioni negative che ne derivano.
Il fenomeno, noto anche come ‘doomsurfing’, non è ancora riconosciuto ufficialmente come comportamento psicologico, ma è chiaro che la continua esposizione a notizie negative e video di tutti i tipi non giova alla nostra salute mentale e fisica.
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Il nostro bisogno quasi istintivo di rimanere all’erta per possibili minacce, radicato nelle funzioni primitive del cervello, ci spinge a cercare attivamente anche informazioni di qualsiasi tipo, nonostante i danni che possono arrecare al nostro benessere.
Gli esperti consigliano di limitare questo consumo e di adottare strategie per mitigare gli effetti negativi dell’abitudine, come stabilire limiti temporali e impegnarsi in attività non tecnologiche.
La ricerca di notizie positive e la partecipazione a hobby e attività piacevoli possono contrastare i sentimenti di ansia e disperazione, aiutandoci a mantenere un equilibrio più salutare nella nostra vita digitale.
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