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E’ vero che il viagra combatte l’Alzheimer

VEB Feb 9, 2024

La famosa pillola blu, comunemente conosciuta tra gli adulti per trattare la disfunzione erettile, potrebbe ora offrire nuove prospettive nella lotta contro il rischio di Alzheimer. Ricerche recenti suggeriscono che il Viagra, e farmaci simili, potrebbero avere il potenziale di abbassare il rischio di sviluppare questa malattia.

E vero che il viagra combatte Alzheimer

Un’analisi ha mostrato che gli uomini ai quali era stato prescritto il Viagra o trattamenti affini presentavano una probabilità ridotta del 18% di incappare in forme di demenza rispetto a quelli che non facevano uso di tali medicinali.

Questa percentuale sale addirittura al 44% di riduzione del rischio tra coloro che avevano ricevuto da 21 a 50 prescrizioni nel corso del periodo di studio. Tuttavia, essendo uno studio osservazionale, non si può affermare con certezza che il Viagra protegga direttamente dall’Alzheimer, o se vi sia una tendenza inferiore allo sviluppo della malattia tra gli utilizzatori di questi farmaci. La ricerca condotta dalla Dr.ssa Ruth Brauer e la sua squadra dell’University College di Londra, ha esaminato i dati di oltre 260.000 uomini diagnosticati con disfunzione erettile, senza segni precedenti di declino cognitivo.

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Il dottor Brauer ha commentato che i risultati suggeriscono nuove direzioni per future ricerche, sottolineando l’importanza di condurre studi clinici mirati per valutare l’efficacia di questi farmaci nella prevenzione dell’Alzheimer, sia negli uomini che nelle donne. La maggior parte dei partecipanti allo studio assumeva inibitori della PDE5, quali sildenafil (Viagra), avanafil, vardenafil e tadalafil, e sono stati monitorati per circa cinque anni per identificare nuovi casi di Alzheimer.

Originariamente sviluppato per il trattamento di angina e ipertensione, il Viagra ha guadagnato notorietà per i suoi effetti collaterali legati alla sfera sessuale, dopo che partecipanti gallesi a uno studio a Merthyr Tydfil ne riferirono l’esperienza.

I ricercatori hanno anche ipotizzato che altri fattori, come il diverso livello di attività fisica e sessuale tra i partecipanti, potrebbero influenzare i risultati dello studio, considerando che gli uomini più attivi tendono a essere quelli che usano il Viagra o simili.

Studi precedenti hanno fornito risultati variabili sull’associazione tra Viagra e Alzheimer. Ad esempio, una ricerca del 2021 della Cleveland Clinic ha indicato una riduzione del 69% del rischio di Alzheimer tra gli utilizzatori di Viagra, mentre uno studio di Harvard dello stesso anno non ha evidenziato effetti protettivi nei pazienti affetti da ipertensione polmonare.

La Dr.ssa Brauer ha espresso interesse per ulteriori studi su larga scala. Il dottor Ivan Koychev, dell’Università di Oxford, ha definito questi risultati un passo avanti significativo, sottolineando che il riutilizzo di farmaci esistenti per prevenire la demenza potrebbe rappresentare un approccio promettente.

Tuttavia, ha anche evidenziato le difficoltà nel condurre studi in doppio cieco con placebo a causa degli effetti manifesti dei farmaci in questione.

Con circa 55 milioni di persone affette da demenza a livello globale, principalmente a causa dell’Alzheimer, la prospettiva che i trattamenti per migliorare la funzione erettile possano contribuire alla lotta contro questa malattia offre una speranza rinnovata.

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