Eugenio Finardi in conferenza stampa si racconta

Eleonora Gitto

Eugenio Finardi in conferenza stampa si racconta.

I suoi primi cinque album Finardi li ha ripresi, rimasterizzati e riuniti in un cofanetto che uscirà venerdì prossimo.

Dentro ci saranno fotografie, ricordi e altro, una specie di libro di famiglia in musica.

Musica Ribelle ha ormai 40 anni, e fu allora una canzone di protesta a tutto tondo.

Così pure gli album Non gettate alcun oggetto dai finestrini, Sugo e Diesel.

Si trattava di testi schierati, ideologici, contro la scuola, contro il sistema, contro la guerra, contro la leva obbligatoria.

Testi arrabbiati e sognanti, nel perfetto stile sessantottino e postsessantottino, con la differenza che Finardi non è mai stato un Jimi Handrix o un rocker alla Deep Purple.

Era ed è un cantautore che ha sprigionato tanta forza, tanto impegno politico, con risultati musicali buoni, a volte ottimi, ma quasi mai eccellenti.

Ma in Italia questo era il massimo che il rock esprimeva in quegli anni. Per il resto c’era un ottimo progressive, rappresentato ad esempio da Banco e PFM.

Tuttavia in meglio non stava nel nostro Paese. Il rock non è mai stato per il nostro Paese, anche se ci abbiamo provato con Finardi, Ivan Graziani e qualcun altro.

Tuttavia Eugenio va ascoltato e riascoltato, perché è stato uno dei pochi ad aver avuto il coraggio di provare a fare rock, oltre che a fare il cantautore.

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