Gli assistenti virtuali ci spiano, ecco le prove

Redazione

E’ vero che i dispositivi multimediali di ultima generazione ci spiano? Questa è la teoria di alcuni complottisti, in realtà non solo loro.

La “scoperta” è stata fatta da alcune persone, in particolar modo legata alle ultime tecnologie come quelle degli “assistenti virtuali”.

 Tecnologie che fino a poco tempo fa potevamo considerare solo fantascientifiche se ci avessero detto di poter avere in casa una sorta di assistente virtuale capace di comprendere le nostre richieste ricercare informazioni autonomamente in internet, assolvere determinati compiti come quello di accendere le luci.

Non ci avremmo dato credito invece grazie a molte aziende è una realtà attualmente acquistabile, uno strumento utile all’avanguardia ma che nasconde anche un lato oscuro ecco quindi l’inquietante mistero che si cela dietro.

Molti si sono chiesti se le agenzie governative possano utilizzare tali oggetti per “spiarci”, come ad esempio la CIA, la central intelligence agency italiano letteralmente agenziali informazioni centrale nota con la sigla cia è un’agenzia di spionaggio civile del governo federale degli stati uniti d’america che rivolge le sue attività all’estero.

Compito principale della cia consiste nell’ottenere ed analizzare le informazioni riguardanti la sicurezza nazionale provenienti da tutto il mondo e soprattutto rapporti interpersonali se necessario organizzando operazioni militari sotto copertura in territorio straniero.

Questa tecnologia, che possiamo utilizzare tutti i giorni in casa, associata a diversi apparecchi risponde ai comandi vocali preceduti dal nome dell’oggetto, per farvi capire se si vuole sapere l’ora basta dire il nome dell’oggetto e la richiesta.

Gli si può chiedere di tutto funziona più o meno come una sorta di “cortana” di base appare come la normale tecnologia evoluta, fin quando qualcuno si è reso conto che alcune di queste aziende che producono assistenti virtuali, pare abbiano stretto accordi.

Secondo i teorici della cospirazione i server utilizzati per immagazzinare le domande, le richieste ecc. rivolte agli assistenti virtuali, sarebbero gli stessi utilizzati proprio dall’agenzia governativa statunitense.

A tal proposito sarebbero stati fatti alcuni esperimenti, ponendo delle domande “scottanti”, pare infatti che a determinate domande i dispositivi non forniscano neanche una risposta negativa ma semplicemente si spengano come fossero andati in “tilt”.

Secondo molti l’apparecchio si spegne ignora la domanda ed è molto semplice, il fatto di non offrire nessuna risposta è un modo di proteggersi da un punto di vista legale quello di non rispondere è un diritto previsto dalla legge mentre se si offrisse qualsiasi tipo di risposta la stessa potrebbe essere usata in un tribunale.

Per sostenere la teoria cospirativa, sono stati girati alcuni video che mostrerebbero il “blocco” di tali dispositivi di fronte a determinate domande.

Dunque siamo tutti spiati quotidianamente?

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