Google alla UE: non capite nulla dello shopping online

Eleonora Gitto

Google a muso duro contro la UE: non capiscono nulla dello shopping online.

Continua il braccio di ferro fra la Commissione Europea e Big G. La prima accusa Google di favorire con AdSense e con il tool di comparazione di prezzi, il suo servizio di acquisti rispetto a quello dei concorrenti.

La seconda rimanda al mittente le accuse che le sono mosse dalla UE con un post a firma di Kent Walker, direttore legale di Google, che già nell’oggetto lascia presagire la posizione del colosso di Mountain View: “Migliorare la qualità non è anti-competitivo”.

Nello scorso mese di luglio la Commissione Europea aveva inviato due “comunicazioni degli addebiti” a Google e alla sua società madre Alphabet.

Da Bruxelles contestavano a Google che oltre a mostrare le proprie pubblicità nei suoi risultati di ricerca, utilizza “AdSense for Search” per posizionare le pubblicità di siti terzi come siti di e-commerce, operatori di telecomunicazioni e mezzi di informazione.

Secondo la Commissione UE tale tipo di condizioni imposte ai clienti, sono una violazione delle leggi europee in materia di antitrust.

Margrethe Vestager, commissario europeo alla Concorrenza, aveva spiegato: “Google ha tirato fuori molti prodotti innovativi che hanno fatto una differenza nelle nostre vite. Ma questo non gli dà il diritto di negare ad altre aziende la possibilità di competere e di innovare”.

Il legale Kent Walker ora nel suo lungo post scrive: “Le obiezioni originali della Commissione disegnavano una linea così sottile attorno ai servizi di shopping online che questa escludeva persino servizi come Amazon”.

“Si sosteneva che, quando offrivamo pubblicità migliorate per lo shopping, stessimo ‘favorendo’ i nostri stessi servizi e che questo fosse un male per una manciata di aggregatori per la comparazione dei prezzi che sostenevano di aver perso click provenienti da Google”.

Ma la Commissione UE, sempre secondo Walker, “non ha preso in considerazione il significato per la concorrenza di aziende come Amazon e più in generale la dinamica dello shopping online”.

“La nostra risposta ha dimostrato che il commercio in rete è fortemente concorrenziale, con molte prove che sostengono la conclusione di buon senso che Google e molti altri siti web stiano inseguendo Amazon, di gran lunga il soggetto più grande sul campo”.

Il contenzioso fra Google e Bruxelles, dunque, continuerà: E noi siamo curiosi di vedere come andrà a finire.

Per il momento un portavoce della Commissione Europea fa sapere che a Bruxelles considereranno “con attenzione la replica di Google prima di prendere una qualsiasi decisione su come procedere; a questo punto, non possiamo pregiudicare l’esito finale dell’indagine”.

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