Guillermo del Toro si aggiudica il 74 esimo Leone D’Oro a Venezia

Stavolta i pronostici non sono stati smentiti, nonostante tutti i film in gara fossero di alto livello e meritassero di vincere: alla fine, alla 74esima Mostra d’Arte cinematografica di Venezia, il Leone d’oro è stato assegnato a “The shape of water” di Guillermo del Toro.

La giuria presieduta dall’attrice americana Annette Bening ha scelto di premiare un film d’autore, una favola che ricorda i toni di “Amelie” e che piacerà anche al pubblico, con la storia dell’amore impossibile tra Elisa e il mostro uscito dalle profondità marine.

È la prima volta che il Leone d’oro ruggisce per un regista messicano: del Toro riesce dove persino Cuaron e Iñárritu si erano fermati (almeno al Lido).

E Guillermo si emoziona: «Ho 52 anni, peso più di 130 chili e ho fatto 10 film, ma non importa che età hai, ogni volta che fai un film rischi tutto. Restate puri e abbiate fede» ha detto dedicando il premio a Sergio Leone. “Io ho fede nei mostri e continuerò a credere nella vita, nell’amore e nel cinema”, ha chiosato.

A sorpresa, il Leone d’Argento per la miglior regia è andato a un esordiente, Xavier Legrand per Jusqu’a la garde, che già aveva trionfato come miglior opera prima nella sezione parallela Orizzonti. L’altro Leone d’Argento, il Gran Premio della Giuria, l’ha conquistato Samuel Maoz con il suo Foxtrot; il regista israeliano aveva già ottenuto il Leone d’Oro nel 2009 con il suo precedente film, Lebanon.

L’Italia ha vinto due premi importanti: la Coppa Volpi alla migliore interpretazione femminile grazie alla performance di Charlotte Rampling nel film “Hannah” di Andrea Pallaoro, che il regista ha costruito tutto intorno all’attrice, e il premio per il miglior film della sezione Orizzonti, per il secondo anno consecutivo (lo scorso anno era andato “Liberami” di Federica Di Giacomo), con ‘Nico, 1988’ di Susanna Nicchiarelli, il road movie incentrato sugli ultimi anni di vita di una delle più importanti icone pop del novecento (interpretata dall’attrice e cantante danese Tryne Dyrholm), modella dalla bellezza leggendaria negli anni ’60, storica musa di Andy Warhol e cantante dei Velvet Underground.

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