I Moocs, l’università italiana diventa digitale

Eleonora Gitto

Arrivano i Moocs anche per l’Italia, e l’università nel nostro Paese prova a diventare digitale.

Una serie di università italiane hanno contribuito a creare il consorzio Eduopen, una piattaforma di progettazione ed erogazione per l’insegnamento gratuito.

I primi Moocs sono online dal 21 aprile. Fra i primi quattordici atenei ci sono Reggio Emilia, Venezia, Milano-Bicocca, Parma, Bari, Bolzano Ferrara, Genova, Catania, il Politecnico di Ancona.

L’offerta è di seguire percorsi formativi di alta qualità a distanza. La realizzazione del portale è in collaborazione col Ministero dell’Istruzione, con relativo finanziamento.

I corsi Moocs in genere si basano su video e altre attività interattive. Al momento risulta che circa dieci milioni di utenti hanno seguito un Mooc, per lo più negli Stati Uniti.

C’è stato finora un atteggiamento di netta ripulsa rappresentato dalle università telematiche private, per ragioni facilmente comprensibili.

Le attività delle università online private, purtroppo, sovente sono molto discutibili da un punto di vista didattico, e in più hanno l’aggravante di operare a costi molto elevati.

I Moocs invece ora avranno una piattaforma pubblica certificata dal consorzio Eduopen. A questo, tra l’altro, partecipano anche il Miur e il Cineca, per l’erogazione e la certificazione.

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