Il ritorno del Commissario Montalbano

Sono in arrivo due nuovi film del Commissario Montalbano, dal titolo “Una faccenda delicata” e “La piramide di fango”, in onda rispettivamente il 29 febbraio e il 7 di marzo.  Tinni Andreatta, direttore di Rai Fiction, ha definito Montalbano come “l’icona della fiction italiana, non solo di quella RAI, il testimonial di una grande fiction da servizio pubblico, in grado di coniugare la qualità più alta con gli ascolti migliori, è servizio pubblico perché specchio dell’Italia, nei suoi lati più oscuri come nella sua migliore coscienza civile e in una morale senza compromessi”.

Andreatta ha poi aggiunto: “Un cammino iniziato nel 1998 con con Il ladro di merendine poi candidato agli Emmy, 26 film con una media di share al 31%, il 36 per gli ultimi quattro episodi. Di fronte a questi risultati, Carlo degli Esposti ha voluto puntare su una sorta di rifondazione, sul ricostruire daccapo un mondo”

Il nuovo Montalbano, secondo Andreatta è “più maturo, capace del silenzio ma anche fortemente capace di indignarsi” l’interprete è sempre Luca Zingaretti, che non ha alcuna voglia di lasciare il personaggio, “perlomeno finché avrò l’entusiasmo che ho ogni volta che torno sul set, per un paio di mesi ogni due o tre anni”, commenta l’attore.

Zingaretti ha poi commentato il cambiamento del suo personaggio: “Da quando ho 18-20 anni penso di essere rimasto più o meno lo stesso, ho maturato l’idea che quando cominciamo ad avere coscienza di noi stessi questa rimane immutata nel tempo. E la stessa cosa penso del personaggio di Andrea Camilleri. È l’Italia a essere cambiata nel corso di questi vent’anni, siamo diventati un altro paese, è cambiato il mondo. Salvo guarda a questo cambiamento con un’identità che è sempre la sua, ma reagendo a quello che gli è mutato attorno. Forse alcune storie sono più tristi, e buie, ma per altri aspetti conserva questa sua fanciullezza che lo fa molto amare dal pubblico.”

“Non so perché Montalbano piaccia così tanto: ma abbiamo dietro di noi un signore, Andrea Camilleri, con un mondo interiore fanciullesco sedimentato in 90 anni di vita, e le sue storie non sono semplici gialli, ma la visione del mondo di un grande autore. Il personaggio, poi, è seducente perché cerca il baricentro della propria esistenza dentro di sé: e il problema della nostra identità in questo momento è fortissimo. Afferma la sua identità e la sua unicità in tutto quello che fa, e non può non affascinare. È quello che gli uomini vorrebbero essere e le donne vorrebbero vicino”, ha concluso Zingaretti.

 

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