Divorzio: fattore di rischio per l’infarto

Una nuova ricerca europea ha scoperto che coloro che sopravvivono a un attacco di cuore possono essere a rischio maggiore di un secondo se sono divorziati o hanno uno status socioeconomico relativamente basso, proprio il divorzio è infatti un fattore di rischio assolutamente non da sottovalutare, evidentemente legato a stress psicologico, e dunque importantissimo per la nostra salute ed eventuali problematiche cardiocircolatorie.

L’attacco di cuore – detto più propriamente infarto del miocardio – è il processo patologico per effetto del quale il flusso di sangue destinato al miocardio risulta inadeguato alle richieste.

Spesso provocata dall’aterosclerosi, questa grave condizione determina la necrosi (cioè la morte) del tessuto miocardico e una riduzione della capacità contrattile del cuore.

Numerosi sono gli elementi in grado di favorire lo sviluppo di placche aterosclerotiche: alcuni fattori di rischio non sono rimuovibili, mentre su tutti gli altri si può intervenire. I primi sono età, sesso e famigliarità.

Per esempio, un soggetto di sesso maschile (l’appartenenza al sesso maschile è già un fattore di rischio) di età compresa tra 30 e 59 anni, che fumi (altro fattore di rischio) ha un rischio doppio di avere un infarto rispetto a un non fumatore.

I principali fattori di rischio dell’infarto miocardico, come dimostrato da numerosi studi, sono il fumo, l’ipertesione, il diabete, lo stress, l’obesità addominale, l’inattività fisica, l’ipercolesterolemia, una alimentazione povera di frutta e verdura.

Avere uno o più di questi fattori di rischio non rappresenta una “condanna” ad avere un infarto, ma un aumento del rischio di poterlo avere, così come l’assenza di fattori di rischio non è un’assicurazione contro l’infarto, ma comporta semplicemente una notevole riduzione del rischio.

Infarto il divorzio fattore a rischio

Infarto il divorzio fattore a rischio

L’ipertensione è il principale fattore ed uno dei più importanti fattori di rischio cardiovascolare: chiamato anche killer silenzioso, poiché non dà sintomi chiari, richiede  una misurazione della pressione sanguigna almeno una volta l’anno.

Il diabete raddoppia il rischio cardiovascolare: favorisce infatti l’insorgere dell’arteriosclerosi e causa danni a vari organi e tessuti. Si parla di diabete quando a digiuno il livello di zuccheri nel sangue supera i 126 mg/dl e coloro che hanno valori compresi tra 110 e 126 mg/dl sono considerati ad alto rischio di svilupparlo nel tempo.

Alti livelli di colesterolo nel sangue sono responsabili di un terzo delle malattie cardiovascolari.

Ma a quanto pare anche divorziare è un fattore di rischio: a dirlo uno studio del Karolinska Institutet di Stoccolma, pubblicato sull”European Journal of Preventive Cardiology’.

Nello studio del Karolinska Institutet di Stoccolma sono stati analizzati dal punto di vista dello stato di salute, socio-economico, del livello d’istruzione e dello stato civile, 29.226 pazienti svedesi sopravvissuti a un infarto da un anno. Il tempo di indagine è stato in media di quattro anni.

Dalla ricerca è emerso in maniera chiara che il divorzio e le condizioni socioeconomiche difficili sono un binomio altamente pericoloso per i cuori già provati: chi versa in tali condizioni e ha già avuto un infarto ha un rischio aumentato di incappare in un secondo episodio cardiovascolare.

Per i soggetti divorziati il rischio aumenta del 18% rispetto ai soggetti sposati. Per quanto riguarda invece le persone single o vedove, è emerso un rischio aumentato di infarto e ictus rispetto alle coppie, tuttavia in questo caso l’evidenza non è risultata significativa dal punto di vista scientifico.

Secondo il ricercatore Joel Ohm: «Sembra che il matrimonio sia protettivo contro gli eventi ricorrenti ma da questo studio non possono essere tratte conclusioni sui meccanismi che soggiacciono a questi risultati».

Insomma, se è chiaro che il matrimonio è un toccasana contro infarti o ictus, meno evidenti sono i motivi, sui quali ci si può ancora frenare alle supposizioni, in attesa di altri studi.

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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