La pornostar Lorelei Lee scrive una lettera al New York Times

Lorelei Lee, la pornostar che ha scelto il nome del personaggio di Marilyn Monroe nel film “Gli uomini preferiscono le bionde”, ha contestato le parole con cui il New York Times ha descritto gli interventi degli attori porno, nel corso di un meeting con il Dipartimento di Sicurezza sul Lavoro della California, avvenuto grazie alle pressioni dell’Aids Healthcare Foundation a tutela dei lavoratori del mondo del porno.

Lorelei Lee, ha cominciato la sua carriera d’attrice hard a 19 anni, è stata nominata per diversi premi ed ha anche scritto alcuni libri.

Preservativi, occhiali scuri, maschere sul viso, guanti per la macchina da presa, queste sono solo alcune delle nuove norme di sicurezza proposte.

“Caro New York Times, noi attori porno non siamo fumetti e il nostro modo di manifestare non è uno show. Non vi sto scrivendo solo perché sono arrabbiata con chi ha realizzato il servizio giornalistico, ma perché il modo in cui i media parlano di noi è importante. Ciò che viene scritto ha un impatto diretto sul nostro modo di fare advocacy e sui risultati che possiamo ottenere, così come sui luoghi comuni contro cui ogni giorno dobbiamo combattere. Sappiamo già ciò che la maggior parte del mondo pensa di noi. Sappiamo che siete stati sorpresi nel vederci uscire alla luce del giorno e completamente vestiti. Sappiamo che ci immaginate solo come personaggi di fantasia, le cui parole sono sempre scritte e legate a doppi sensi. Sappiamo anche che la maggior parte del mondo non crede alle nostre parole e non crede che possiamo avere un cervello visto l’utilizzo che facciamo del nostro corpo”, ha scritto Lorelei.

“Chiediamo alla Divisione sicurezza sul lavoro e standard di salute (Cal/Osha) della California di ascoltarci, di lavorare con noi per proteggere noi stessi e le nostre famiglie. Artisti come noi, negli anni novanta, hanno visto i loro colleghi morire, altri colpiti dall’Hiv e dal doppio stigma, vivo ancora oggi, secondo cui gli attori porno che sono sieropositivi ne hanno colpa. Negli ultimi dieci anni abbiamo lavorato con medici e epidemiologi per migliorare i nostri protocolli davanti a ogni progresso medico. Noi lo abbiamo voluto per primi. Ciò che indossiamo è più importante di tutto questo?”, ha aggiunto.

Nella contea di Los Angeles, nell’industria del porno sono già obbligatori i preservativi dal 2012. Quello che non è piaciuto all’attrice è stato il modo in cui l’articolo abbia puntato l’attenzione sui vestiti che gli attori indossavano, come se fosse quello il tema centrale del dibattito, sminuendo l’importanza della prevenzione.

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