Media e vampiri moderni: come film, giochi e letteratura influenzano gli appassionati
Media e vampiri moderni come film giochi e letteratura influenzano gli appassionati

Dal terrificante conte Dracula, all’affascinante Edward Cullen di Twilight, i vampiri non smettono di intrigarci e spaventarci da diversi secoli. In passato si credeva che queste creature esistessero e fossero davvero come racconta la leggenda, cioè assetate di sangue e violente, tanto che ancora oggi vengono trovate tombe i cui occupanti furono sepolti con un mattone in bocca per non permettere al presunto vampiro di risorgere e cibarsi. Oggi i vampiri fanno molta meno paura ma continuano a interessare tantissime persone grazie a libri, film, serie tv e videogiochi. E sia in Italia che all’estero c’è di dice di essere un vampiro, per davvero.


I vampiri secondo i media


I vampiri vantano una storia millenaria, ma il loro successo grazie ai media, in particolare la letteratura, iniziò durante il romanticismo grazie a libri come Il Vampiro di John Polidori, ambientato tra Grecia e Inghilterra e disponibile anche in versione fumetto grazie a Edizioni NPE. Fu però Dracula di Bram Stoker a creare l’immagine che ancora oggi abbiamo del vampiro e a legarlo alla Transilvania, ispirandosi alle leggende riguardanti il sanguinario conte Vlad III Dracul. Da allora la figura del vampiro venne trasposta anche in versione cinematografica, come nell’esempio di Intervista col vampiro, film del 1994 disponibile in Blu-ray e DVD su LaFeltrinelli, che è ancora oggi un cult per gli appassionati del settore. Con Twilight di Stephenie Meyer il vampiro ha subito un cambio di stile, diventando un attraente teenager e mantenendo però il mistero e l’eleganza dei suoi predecessori. Anche se di Twilight si parla ormai poco, questo nuovo tipo di vampiro è ancora in circolazione grazie a giochi come la slot machine Immortal Romance disponibile su Betway Casinò, i cui protagonisti sono infatti dei giovani d’oggi alle prese con seducenti vampiri reinterpretati in chiave moderna. Proprio questo gennaio la piattaforma di streaming Netflix ha distribuito anche in Italia la nuova miniserie Dracula scritta dagli autori di serie di successo come Sherlock, che dà un’ulteriore svolta alla figura del vampiro, regalandoci una versione più ironica e vulnerabile del Conte.


L’influenza dei media sui vampiri moderni


Questa immagine spietata e allo stesso tempo sofisticata del vampiro che i media ci regalano ha senza dubbio influenzato moltissimi appassionati, alcuni dei quali hanno deciso di identificarsi con queste creature leggendarie e di vivere la vita del vampiro, assumendone le abitudini, lo stile di abbigliamento e perfino l’amore per il sangue umano. Uno dei primi esempi che viene in mente è quello del Vampire Clan, un gruppo di adolescenti statunitensi capitanati da Rod Ferrell che, ispirati dal gioco Vampiri: la masquerade edito da Onyx Path Publishing, iniziarono a bere sangue umano e finirono col commettere due omicidi nel 1996.Non sempre però i vampiri moderni finiscono con l’essere criminali. Molti di essi infatti creano gruppi e associazioni per discutere della loro condizione e per bere sangue solo dopo aver ricevuto il consenso del donatore. Molti di questi vampiri moderni credono infatti di dover bere il sangue per sopravvivere, essendo diversi dagli esseri umani normali, e di avere un ritmo circadiano inverso che porta la necessità di dormire di giorno e stare svegli di notte. Secondo uno studio dell’Atlanta Vampire Alliance negli Stati Uniti sono ben 5.000 le persone che dicono di essere dei vampiri. Negli USA spicca la New Orleans Vampire Association con sede a New Orleans, e i cui membri hanno adottato un abbigliamento fortemente influenzato dalle rappresentazioni più classiche dei vampiri e delle creature della notte. Tra questi moderni vampiri, non tutti si nutrono di sangue, come ci si aspetterebbe, ma alcuni preferiscono saziarsi di energia psichica offerta da un donatore volontario. Anche l’Italia vanta un folto gruppo di vampiri che si riunisce nella Lega Italiana Real Vampires, fondata nel 2013 da Horus Sat, pseudonimo di Davide Santandrea, che raccoglie circa 2.000 iscritti tra appassionati e vampiri. In un’intervista a Forlì Today Horus afferma di essere figlio di un vampiro, di sopportare poco la luce del sole e di dover bere un cucchiaio al giorno di sangue. La storia della sua associazione e dei suoi membri diventerà a breve una serie tv dal titolo Il diario della bestia, prodotta da Blue Screen Film e attualmente in lavorazione.


Se i vampiri fanno parte dell’immaginario collettivo e sono alcune delle creature leggendarie più amate, la loro figura ha subito diversi mutamenti negli anni grazie a film, libri, giochi e serie tv. Questi media hanno inoltre influenzato e spinto la nascita in tutto il mondo di comunità di veri vampiri, persone che si identificano con queste creature e dicono di dover nutrirsi di sangue o di energia per sopravvivere.

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