Migranti, chi li impiega in nero verrà multato

Noi non siamo un popolo intollerante, un popolo che discrimina: magari se continuiamo a ripeterlo ce ne convinciamo veramente.

Se è vero che il problema dell’immigrazione è una piaga che interessa tutta l’Europa e non è una questione di cui dobbiamo farci carico solamente noi, solamente perché siamo il primo porto sicuro per migliaia di disperati, allo stesso tempo non possiamo semplicemente chiudere i porti e lasciare migliaia di persone in balia delle onde, alla deriva.

E, quelli che sono già nel nostro paese, non possiamo trattarli peggio delle bestie: non possiamo togliergli la dignità personale e neppure quella di un lavoro che gli consenta un riscatto personale, dopo aver conosciuto, fin dalla nascita, solo miseria.

Bisogna al contrario scoraggiare fenomeni come il lavoro nero e il caporalato e l’ultima legge sembra andare in questo senso: sarà infatti comminata una multa salata ai datori di lavoro che impiegano stranieri in posizione irregolare in Italia.

Lo prevede un decreto – firmato dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, insieme ai colleghi Alfonso Bonafede, Giovanni Tria e Luigi Di Maio – pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Il decreto è in attuazione a una direttiva europea che prevede che le sanzioni inflitte ai datori di lavoro in caso di violazione del divieto di assunzione illegale includano «almeno i costi medi del rimpatrio».

Nel complesso calcolo si è tenuto conto del totale dei costi sostenuti annualmente per il rimpatrio degli stranieri e del numero dei rimpatri effettivamente eseguiti. La cifra media così ottenuta è poi aumentata del 30%, fino ad arrivare a quantificare la sanzione a 1.398 euro.

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