Molto più aspra la nuova direttiva sul fumo

Il fumo è uno dei vizi più diffuso tra gli italiani, trasversa a tutte le età, i ceti sociali e persino le differenze di genere.

Nonostante ormai siano arcinoti i gravissimi danni che il fumo provoca alla salute, senza contare l’impatto economico che questo vizio ha sul budget familiare, son ancora milioni i fumatori incalliti, ed è per questo che il governo è pronto ad una nuova stretta, per dissuadere quante più persone possibili, soprattutto i più giovani e quelli che si attingono a provare la prima sigaretta.

Secondo il nuovo decreto legislativo del Ministero della Salute con cui si recepisce la direttiva Ue sul tabacco, vi sarà una stretta sulla pubblicità e le confezioni di sigarette, che presenteranno frasi e immagini forti al fine di dissuadere il consumatore dall’abitudine al fumo.

La direttiva prevede nello specifico l’introduzione su confezioni e imballaggi delle ‘avvertenze combinate’ relative alla salute, composte da frasi e da un’immagine a colori, con informazioni utili come il numero verde Iss. Occuperanno il 65% dello spazio.

Il decreto legislativo, che il governo dovrebbe licenziare a settembre,  prevede inoltre il divieto di vendita di sigarette e tabacco da arrotolare contenenti aromi (come mentolo, vaniglia, erbe e spezie) che possano modificare odore, gusto o intensità del fumo.

Si prevede pure il divieto di fumo negli ospedali, l’inasprimento delle sanzioni per la vendita di prodotti del tabacco ai minori fino alla revoca della licenza per l’attività e la verifica dei distributori automatici per controllare il funzionamento dei sistemi di rilevazione dell’età.

A breve, inoltre, spariranno le confezioni da 10, perché si ritiene che siano più appetibili per i giovani grazie al costo ridotto. Per la stessa ragione i sacchetti di tabacco sfuso da arrotolare non possono pesare meno di 30 grammi.

Next Post

Matteo Salvini ringrazia quanti protestano contro gli immigrati

Nelle ultime ore, in Veneto e nel Lazio, sono state diverse le proteste, vere e proprie sommosse, organizzate dai cittadini contro i centri di accoglienza per gli immigrati, per chiedere che questi ultimi lascino le proprie città e soprattutto non occupino spazi che potrebbero invece essere riqualificati per gli stessi […]