Pensioni, a rischio fondi per esodati e opzione Donna

Il premier Matteo Renzi, elle sue ultime dichiarazioni pubbliche,  ha precisato che modifiche sulla flessibilità in uscita ci saranno solo a costo zero per lo Stato: bel problema questo, che riapre, aspramente, il lodo pensioni, che era stato temporaneamente accantonato nella pausa estiva.

Il ministero dell’Economia ha affermato infatti che ci sarà un deciso stop al percorso avviato dalla commissione Lavoro della Camera sulla settima salvaguardia per gli esodati e sulla cosiddetta Opzione donna: secondo quanto riferito dal presidente della commissione Lavoro Cesare Damiano, non ci sono le coperture poiché i risparmi delle precedenti salvaguardie sono tornati allo Stato e sull’Opzione donna servirebbero, a detta dell’Inps, 2 miliardi di euro fino al 2023.

Per Damiano si tratta di una posizione “inaccettabile” che non si basa su dati di “realtà” e che apre una “questione politica” che deve essere risolta dal governo. Anche perché “come noi la pensa il ministero del Lavoro”, ha detto Damiano al termine di una riunione a Montecitorio con il Mef, il ministero del Lavoro, l’Inps e la Rgs su questi due temi.

A favore degli esodati sono stati stanziati circa 12 miliardi; il settimo intervento riguarderebbe circa 25.000 persone. Sarebbero 500 i milioni non spesi nel 2013 e 2014 che arriverebbero a 3,3 miliardi fino al 2023.

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