Pensioni Casse Private, Cassazione: sì alla riliquidazione
Pensioni Casse Private, Cassazione sì alla riliquidazione

La Cassazione decide per l’illegittimità del tetto massimo delle pensioni deciso prima del 2007 e decide la riliquidazione per i pensionati delle Casse di Previdenza privatizzate.

Contro la decisione della Corte di Appello di Torino che nel 2012 affermava il diritto di un ragioniere in pensione di vecchiaia dal 2001 “alla riliquidazione della prestazione, a decorrere dal momento della maturazione della pensione”, la Cassa Nazionale di previdenza e assistenza dei ragionieri e periti commerciali aveva presentato un ricorso.

Oggi la Cassazione ha respinto tale ricorso. Perciò, “i pensionati delle Casse di previdenza privatizzate andati in quiescenza prima del primo gennaio 2007, hanno diritto alla riliquidazione della pensione se il loro ente, per contenere la spesa previdenziale, aveva fissato un “massimale pensionabile”.

Questo è stato deciso le Sezioni Unite della Cassazione che hanno di fatto “ripristinato” l’applicazione rigida del principio “pro rata”.

Ed è stato proprio questo principio, da rispettare in maniera “rigorosa” o attenuata che tenga conto delle esigenze di bilancio del sistema e della solidarietà con le future generazioni piuttosto che dei diritti maturati dal professionista, l’oggetto di numerosi e controversi verdetti della Suprema Corte.

L’ultima sentenza depositata, la 17742, dicono i giudici della Suprema Corte intervenendo in una materia contrassegnata dalla “incertezza della giurisprudenza” e da “dubbi interpretativi”, ha finalmente risolto l’annosa questione, fugando ogni dubbio in merito.

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