Povia, è guerra con l’Anpi per un suo concerto negato

Negli ultimi mesi, più che per la sua musica, Povia ha fatto parlare molto di sé per le battaglie sociali che ha deciso di abbracciare, sempre in bilico verso il neo fascismo, quando non ha abbracciato addirittura cause che esulavano dalle sue competenze, come la lotta contro l’obbligo dei vaccini ai bambini per essere ammessi a scuola.

Proprio per le sue idee sbandierate sui social, senza mai alcuna censura o equilibrio, il cantante si è guadagnato numerose antipatie, che a quanto pare ora si stanno ripercuotendo anche sulla sua carriera, che a onor del vero ultimamente si è quasi del tutto affossata.

In particolare, nei giorni scorsi, il presidente dell’Anpi della provincia di Milano aveva invitato il Comune “a dissociarsi in qualsiasi modo dall’evento”, auspicando “un ripensamento da parte del parroco”: Povia infatti aveva intenzione di tenere un  concerto il prossimo 23 settembre nella parrocchia di San Lorenzo Martire, a Trezzano sul Naviglio.

Per l’Anpi, Povia “rappresenta una figura profondamente divisiva su molteplici temi tra i quali l’accoglienza, la solidarietà, l’unità del nostro Paese e le problematiche relative alle vaccinazioni”.

Ed alla fine l’appello dell’Anpi è stata ascoltato dal sindaco del centro dell’hinterland meneghino, che ha deciso di ritirare il patrocino del Comune all’iniziativa.

“Il Comune ha deciso di non concedere il patrocinio all’evento organizzato il 23 settembre dalla parrocchia: non ci sarà quindi alcun sostegno”, ha spiegato sulla sua pagina personale il primo cittadino Fabio Bottero: “Ringrazio l’Anpi per avermi dato informazioni sul signor Giuseppe Povia: non rientrava nei miei cantanti di riferimento in passato e sinceramente pensavo che ora si fosse ritirato. Ho parlato personalmente con il parroco spiegando che l’amministrazione non sostiene questo concerto e non condivide le posizioni espresse pubblicamente dal cantautore. Di certo non intendo chiedere e non ho chiesto alla parrocchia di non tenere l’evento”.

Naturalmente il cantante non poteva tacere dinanzi a una tale presa di posizione e, sempre mezzo social, ha seccamente replicato: “I comunisti dell’ Anpi vogliono annullarmi il concerto del 23 settembre, minacciando e insultando la chiesa! Questa è mafia e dittatura!”.

“Ascoltate con le vostre orecchie, poi diffondete e aiutatemi a smascherarli! Tanto lavorerò ancora per poco. È bello essere libero ma è costoso, faticoso e spesso come oggi, mi rende triste. Cari ‘partigiani’, i neo-nazi(comun)isti, siete voi”, ha chiosato.

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