Sensore co2: cos’è e a cosa serve

Redazione

Cosa si intende con il termine CO2?  Trattasi della formula chimica del diossido di carbonio anche comunemente chiamato anidride carbonica.  Sostanzialmente la CO2 altro non è che un gas incolore e inodore presente nell’aria che respiriamo nella percentuale di circa 0,0 4% ed è componente fondamentale nei processi di respirazione e fotosintesi.  La CO2 non si trova soltanto nell’aria ma è presente disciolta anche nell’acqua dolce, nei mari e nel sottosuolo,  così come nelle acque naturali frizzanti che vengono imbottigliate  ed ancora nelle bibite gassate ed utilizzata persino in alcuni tipi di estintori.  Forse non tutti sanno che esistono dei sensori di CO2,  i quali entrano in azione quando l’aria diventa pesante soprattutto quando tante persone condividono uno stesso spazio;  in questi casi la colpa è spesso attribuibile all’anidride carbonica espirata,  che può portare ad avere alcuni problemi di salute quali un calo di concentrazione, delle capacità produttive e del benessere in generale.

Il sensore CO2 non fa altro che monitorare la concentrazione di anidride carbonica in un ambiente e viene utilizzato per lo più nelle scuole e dunque nelle classi, ma anche negli uffici e nelle sale riunioni,  ovvero in quei luoghi dove prevista una massiccia presenza di persone. La maggior parte degli edifici moderni  dispone di un ottimo isolamento termico grazie alle normative di legge,  installate semplicemente al fine di ridurre al minimo i costi di riscaldamento;  al fine di ridurre al minimo i costi di riscaldamento negli edifici moderni, le finestre e le pareti esterne, i tetti sono isolati tanto da rendere praticamente impossibile uno scambio d’aria e quindi la conseguenza è proprio quella del momento della concentrazione di CO2 ed è proprio in questi casi che entrano in gioco i sensori CO2 che oltre a misurare la concentrazione di anidride carbonica, misurano anche l’umidità relativa nell’edificio.

Questi sensori entrano in azione, quando certi valori di anidride carbonica presenti nell’edificio vengono superati, inviando un segnale all’automazione degli edifici; in questi casi, dopo essere superato il valore, l’impianto di ventilazione entra in azione, aumentando il flusso di aria fresca o talvolta fa aprire automaticamente una finestra. Dunque, al giorno d’oggi con la moderna tecnologia di automazione degli edifici, i sensori di CO2 danno un enorme contributo al risparmio energetico. Il sensore cO2 misura la concentrazione di anidride carbonica attraverso la spettroscopia  infrarossa.

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