Siena, rischia il licenziamento il professore che esalta Hitler

La storia ci ha insegnato che uno dei diritti più importanti è quello di pensiero e di parola, diritti assoluti che vanno tutelati sempre e comunque.

Ma il confine tra l’esprimere il proprio pensiero e l’apologia del fascismo negli ultimi mesi sta diventando incredibilmente sottile, tanto che tanti stanno finendo agli onori della cronaca per la propria “fede” nei regimi dittatoriali del passato.

Un professore dell’Università di Siena ha, ad esempio, affidato ai social il suo elogio di Hitler e delle idee naziste.

“Vi hanno detto che sono stato un mostro per non farvi sapere che ho combattuto contro i veri mostri che oggi vi governano dominando il mondo”, la frase, accompagnata da una foto di Hitler, apparsa il 30 novembre sul profilo del professore 67 enne.

Naturalmente è subito montata la polemica, prima sul web e poi nella stessa università.
Il professore dal canto suo ha fatto appello alla “libertà di pensiero” e ha spiegato che le considerazioni scritte su twitter sono “opinioni del tutto personali”, espresse “fuori dall’attività di insegnamento”.

Ma intanto è già stato presentato un esposto in procura per il reato di negazionismo, e non solo: l’università chiederà alla commissione disciplinare anche il licenziamento dell’uomo, dopo anche la riunione del senato accademico che si è svolta nel pomeriggio di lunedì.

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