Sport, tanti falsi miti svelati dall’Istituto Superiore di Sanità
Sport, tanti falsi miti svelati

In fatto di sport, tutti pensiamo di essere informatissimi: dopotutto chi è che non sa come si fa a perdere peso?

Basta togliere arbitrariamente pane, pasta, latticini, tutti i cibi “grassi”, rinchiudersi ore in sauna per sciogliere i grassi e il gioco è fatto. O forse no?

Se in ambito sportivo l’ignoranza sovente regna sovrana, la rete come suo solito non è di troppo aiuto, contribuendo a diffondere dei miti che negli anni sono diventati cos’ radicati che sembra impossibile che siano falsi.

Scovare i falsi miti alimentati dalla rete è l’obiettivo che intende inseguire l’Istituto Superiore di Sanità (Iss) in un’apposita area creata sul nuovo portale di informazione online IsSalute.it.

Prima di tutto chi l’ha detto che in gravidanza non si può fare sport?

Nuoto e attività aerobiche non rischiose andrebbero invece praticate, spiegano gli esperti, “per almeno 150 minuti a settimana”, perché questo aiuta “a ridurre il rischio di vene varicose, gonfiore di mani e piedi, può prevenire il mal di schiena e ridurre il rischio di diabete gestazionale del 36%”.

Sport, tanti falsi miti svelati

Sport, tanti falsi miti svelati

Lo sport d’altronde è un argomento che fornisce numerosi spunti in fatto di fake. Non è vero, ad esempio, che con l’artrosi non ci si può dedicare all’attività fisica: al contrario, una ginnastica dolce quale pilates o stretching può migliorare la motilità articolare e facilitare il decorso della malattia.

Molti anziani inoltre pensano che l’attività fisica alla loro età possa rappresentare un pericolo ma, al contrario, giova al peso, alla salute e anche alla mente, perché favorisce la socializzazione.

E se lo sport fa bene agli anziani, fa benissimo anche ai bambini: non è vero che i bambini fanno già sufficiente attività fisica quando giocano. Giocare e fare uno sport (magari 2-3 volte a settimana) sono due cose assai diverse, tant’è che in Italia permangono tassi di obesità tra i più alti d’Europa.

Ma lo sport non deve essere necessariamente doloroso per “funzionare”: “il dolore è un segnale d’allarme e non di efficacia”, è il “mezzo con cui il corpo ci indica che si sta lavorando male oppure che si sta facendo uno sforzo troppo intenso”.

E proprio per quanto riguarda il dolore, non c’entra nulla l’acido lattico: questa credenza è molto diffusa ma errata, visto che la sensazione di dolore deriva da “microlesioni delle fibre muscolari, che possono danneggiarsi durante un esercizio fisico intenso e ai processi infiammatori riparativi che ne conseguono”.

Bollino rosso anche sul mito che la sauna sciolga i grassi, perché i grassi del corpo non sono come il burro col calore: quello che invece è vero è che sudando si eliminano tossine. Utile da sapere in vista dell’estate è poi che non basta uccidersi di addominali per far sparire i rotoletti sul punto vita, perché “un’attività fisica mirata non comporta la perdita del tessuto adiposo che ricopre i muscoli coinvolti nell’esercizio”.

Infine basta cercare scuse con se stessi e con gli altri: il 40% degli italiani dice di non fare attività fisica per mancanza di tempo e il 15% per mancanza di soldi. Ma, concludono gli esperti Iss, “essere attivi significa compiere anche semplici e piacevoli gesti quotidiani come camminare, ballare e fare giardinaggio”.

Angela Sorrentino

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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