Termovalorizzatori, è scontro tra Salvini e Di Maio

Da quando hanno creato l’attuale governo di coalizione, Matteo Salvini e Luigi di Maio, leader rispettivamente di Lega e Movimento 5Stelle, si sono trovati molte volte in disaccordo, nonostante un contratto di governo siglato minuziosamente.

Dopo aver rischiato la rottura a causa dell’abolizione della prescrizione, ora tocca all’emergenza rifiuti: i due ministri, infatti, hanno idee completamente divergenti su come risolvere la questione.

Per Salvini la soluzione è semplice: un termovalorizzatore per ogni provincia. “In Lombardia ci sono 13 termovalorizzatori che non inquinano, ma producono energia: chi dice solo dei ‘No’ provoca roghi tossici e malattie”, ha spiegato il ministro dell’Interno.

In particolare Salvini ne ha sottolineato la necessità al sud: “In Campania è a rischio la salute dei cittadini come in nessun altra Regione italiana, e io anche se non sono Ministro dell’Ambiente e della Salute mi preoccupo e mi arrabbio da padre di famiglia”.

Pronta però la replica del vicempremier Luigi Di Maio su Facebook: “Quando si viene in Campania e si parla di terra dei fuochi si dovrebbero tener presenti la storia e le difficoltà di questo popolo.

La terra dei fuochi è un disastro legato ai rifiuti industriali (provenienti da tutta Italia) non a quelli domestici. Quindi gli inceneritori non c’entrano una beneamata ceppa e tra l’altro non sono nel contratto di Governo”

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