Vaccino antinfluenzale, i danni che provoca vanno risarciti

L’influenza, in netto anticipo rispetto alle previsioni, è già arrivata nel nostro paese e sta costringendo a letto migliaia di adulti e bambini.

Come si affannano a ripetere da sempre gli esperti, il vaccino antinfluenzale stagionale annuale è il modo migliore per ridurre le probabilità di ammalarsi e di contagiare altri individui: quando più persone si vaccinano contro l’influenza, l’infezione può diffondersi meno in quella comunità.

Nello specifico, il Ministero della Salute, ogni anno, fornisce indicazioni e tempistiche precise per sensibilizzare la popolazione sull’importanza del vaccino, che annualmente cambia la sua composizione per assicurare la massima efficacia contro differenti ceppi virali di varia aggressività.

Il vaccino viene reso disponibile nelle singole ASL ma le modalità di distribuzione possono divergere tra le varie regioni, così come le regole per la somministrazione: ci si può vaccinare presso il medico di famiglia o il pediatra, nelle strutture sanitarie e negli appositi ambulatori vaccinali, talvolta anche presso il medico di lavoro. Fatta eccezione per alcune categorie di soggetti ritenuti a rischio, per i quali la vaccinazione è offerta gratuitamente, è necessario corrispondere un costo che può variare tra i 12 euro e i 18 euro.

Il vaccino antinfluenzale, alla pari di tutti i vaccini antivirali, stimola il sistema immunitario di un individuo a produrre degli anticorpi specifici contro un virus, in questo caso dell’influenza.

Per la stragrande maggioranza delle persone, il vaccino non presenta nessuna controindicazione, ma come di consueto, quando si parla di farmaci, non si può mai avere la certezza assoluta.

Vaccino antinfluenzale, i danni che provoca vanno risarciti

Vaccino antinfluenzale i danni che provoca vanno risarciti

Esiste una possibilità, seppur bassa, che in individui predisposti la preparazione scateni una reazione avversa ad una o più sostanze presenti nel vaccino.

Negli anni passati qualcuno, pochissimi a onor del vero, ha subito qualche danno, ma purtroppo non è stato risarcito a causa di una legge che veniva applicata pedissequamente.

Nelle scorse ore però c’è stata una sentenza importante della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittima la legge 210 del 1992 (che stabilisce gli indennizzi in caso di danni da vaccinazioni) nella parte in cui specifica che tale indennizzo vale solo quando la vaccinazione è obbligatoria.

Il caso esaminato riguardava una richiesta di risarcimento per danni avvenuti dopo una iniezione di vaccino anti-influenzale, che non è obbligato, ma consigliato dai medici, soprattutto in una serie di casi (anziani, bambini, cardiopatici, ecc.).

Adesso la Corte precisa che «in tema di trattamenti vaccinali, la tecnica dell’obbligatorietà (prescritta per legge o per ordinanza di un’autorità sanitaria, come si esprime la disposizione censurata) e quella della raccomandazione (nelle forme di cui si darà esplicito conto più avanti) possono essere sia il frutto di concezioni parzialmente diverse del rapporto tra individuo e autorità sanitarie pubbliche, sia il risultato di diverse condizioni sanitarie della popolazione di riferimento, opportunamente accertate dalle autorità preposte».

In buona sostanza, ora, l’unica condizione necessaria per il risarcimento è dimostrare il nesso di casualità tra i danni riportati e il vaccino.

Nella sentenza viene comunque specificato anche che il fatto che ci possano essere danni ad un individuo a causa della vaccinazione non inficia minimamente il valore scientifico della vaccinazione stessa come sistema di protezione della popolazione da gravi malattie.

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