Venezuela, nel 2017 si muore di fame e malnutrizione
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I dati macroeconomici sono a dir poco allarmanti: secondo il Fondo monetario internazionale, il Venezuela negli ultimi mesi ha guadagnato il primato della peggiore crescita economica e della più alta inflazione al mondo.

La crisi innescata dal crollo del prezzo del petrolio, dalla corruzione e da decenni di decisioni economiche miopi si avvita ogni giorno di più, amplificando l’emergenza in Venezuela.

La Caritas nazionale è stata fra le prime a dare l’allarme: secondo l’organizzazione, che ha compiuto un monitoraggio in quattro Stati del Paese, 280mila bambini rischiano di morire di fame in Venezuela nei prossimi mesi.

La situazione è tragica, e la cosa peggiore è che il Governo lo sa ma lo tiene fortemente nascosto.

Solo grazie ad una rapida ed incisiva inchiesta del New York Times su 21 Ospedali pubblici si è potuto registrare, attraverso le dichiarazioni di medici a volte dettate di nascosto, che vi è un quantitativo allarmante di bambini che presentano gravi situazioni di malnutrizione: solo negli ultimi mesi ne sono morti oltre 100.

Il New York Times racconta, tra le altre, la storia di Kenyerber Aquino Merchán, 17 mesi. Morto di fame a San Casimiro. La famiglia era cosi povera che la camera mortuaria è stata allestita da un gruppo di volontari. Non avevano soldi per pagare le pompe funebri.

Venezuela, nel 2017 si muore di fame e malnutrizione

Venezuela nel 2017 si muore di fame e malnutrizione

Come lui altri bimbi, nati sani, ma le cui madri non potevano più allattare al seno, per malattie, o perché, affamate anche loro, non ne avevano più di latte. Una farmacia su 64 vende latte in polvere. E non solo occorre cercarlo dappertutto questo latte. I costi sono proibitivi. Un mese di latte in polvere costa il doppio del salario di un contadino.

Le stanze del pronto soccorso sono ormai colme di bambini malnutriti, condizioni mai viste prima.

Le cliniche di sterilizzazione operano senza sosta, con donne che cerano di evitare di mettere al mondo bimbi per cui non hanno pane. I ragazzini vanno in giro alla ricerca di avanzi di cibo. A volte arrivano a vere e proprie risse per accaparrarsi uno scarto commestibile.

Il tasso di mortalità infantile per i bambini al di sotto delle 4 settimane è aumentato di 100 volte: da 0.02 percento nel 2012 a circa il 2 percento nel 2015. La mortalità delle mamme è aumentata di 5 volte.

Il dramma della fame viene denunciato a gran voce anche dal Presidente della Società nazionale di Pediatria, il dr. Joaquin Medina, a nome di tutti i professionisti che si confrontano ogni giorno con questo dramma.

E naturalmente, in un paese dove non si hanno soldi per sfamarsi, non si ha neppure denaro per curarsi.

Carenze devastanti di medicinali e materiali, blackout quotidiani, assenza di cibo e condizioni igieniche da cliniche da campo hanno reso il rischio di infezioni e di morte nei centri di salute venezuelani fra i più alti del mondo. Secondo il primario per le malattie infettive dell’Ospedale clinico universitario, Julio Castro, la mortalità materna in Venezuela si è impennata del 65% in un solo anno, triplicando in alcuni Stati.

Dopo 18 anni di “rivoluzione bolivariana” che ha promesso una distribuzione più equa della ricchezza petrolifera del Paese, sicurezza alimentare e cure gratuite per tutti, i venezuelani, oggi, non hanno il diritto di ammalarsi.

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