Venti a 300 km/h nel tornado che ha flagellato il veneziano

Uno spaventoso tornado ha colpito e flagellato il Veneto ed in particolare la provincia di Venezia, lo scorso 8 luglio, ma a distanza di giorni la paura è ancora tanta e non è neppure ancora precisa la stima degli ingentissimi danni che è riuscito a provocare in pochissimi minuti di violentissima azione.

L’Arpav ha reso nota la relazione tecnica sul tornado nel Veneziano: «Dopo alcuni giorni con temperature molto superiori alla norma – scrive – il Veneto è stato colpito da una saccatura in quota associata a un vasto sistema depressionario che già aveva colpito nelle ore precedenti il nord Europa e dal transito di un sistema frontale al suolo».

Dopo le 15 un esteso sistema temporalesco si è formato sulla pedemontana vicentina e poi si è spostato verso sud est andando ad interessare l’Alta Padovana, i comuni tra Padova Treviso e Venezia e in particolare la riviera del Brenta (tra le 17 e le 17:40 circa), per poi spostarsi velocemente su Mestre-Venezia e infine sul mare dopo le 18.

I fenomeni più significativi sono state le frequenti grandinate, con chicchi anche di grosse dimensioni, le forti raffiche di vento e in particolare la tromba d’aria/tornado che ha interessato alcune zone nella riviera del Brenta intorno a Dolo: il tornado è stato addirittura classificato come  EF4 secondo la scala Enhanced Fujita, il che vuol dire che i venti superavano i 300 km/h.

I danni sono in ogni caso enormi: basti pensare che solo per il comune di Pianiga si parla di 15 milioni di euro con 250 case e lo stadio pesantemente danneggiati, e si tratta solo di una prima stima.

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