Donne incinte e viagra, nei Paesi Bassi viene bloccato uno studio
Viagra a donne incinte morti 11 feti nei Paesi Bassi

Una sperimentazione clinica nei Paesi Bassi che testava l’efficacia di una versione generica del  Viagra somministrata a donne incinte i cui feti avevano problemi di crescita è stata interrotta dopo la morte di 11 bambini. I ricercatori dicono che, pare, che il farmaco, che stimola il flusso sanguigno, possa aver causato danni ai polmoni dei bambini, portando alla fine alla loro morte.

Sulla base di questi risultati, lo studio si è fermato immediatamente“, secondo una dichiarazione del Medical Center dell’Università di Amsterdam. “Tutti i partecipanti sono stati contattati personalmente e quasi tutti sono stati informati e sanno ormai se hanno preso il farmaco o il placebo.Tutte le donne interessate sono seguite nel miglior modo possibile dai medici coinvolti nello studio.

Il citrato di sildenafil, il cui nome commerciale più diffuso è Viagra, è un farmaco sviluppato dalla compagnia farmaceutica Pfizer utilizzato principalmente nella terapia della disfunzione erettile.

Viagra si usa quindi comunemente per trattare uomini adulti con disfunzione erettile (detta anche impotenza), che consiste nell’incapacità di raggiungere o mantenere un’erezione sufficiente per un’attività sessuale soddisfacente.

Il principio attivo del Viagra, il sildenafil, funziona bloccando l’enzima fosfodiesterasi che normalmente riduce i livelli di una sostanza chiamata guanosina monofosfato ciclica (cGMP). Durante la normale stimolazione sessuale il pene produce cGMP che provoca il rilassamento della muscolatura del tessuto spugnoso del pene (corpi cavernosi), consentendo l’afflusso di sangue nei corpi cavernosi, il che produce l’erezione. Bloccando la degradazione del cGMP, Viagra ripristina la funzione erettile.

Comunemente, la dose raccomandata di Viagra è 50 mg al bisogno, da assumere circa un’ora prima dell’attività sessuale. A seconda dell’efficacia e degli effetti collaterali, la dose può essere aumentata a 100 mg oppure ridotta a 25 mg.

Un farmaco, ricordano gli esperti, che è riuscito a cambiare anche il modo di vedere una malattia, al punto da ‘portare’ per la prima volta anche le donne negli studi degli andrologi.

Secondo gli ultimi dati disponibili solo in Italia sarebbero state vendute 86 milioni di pillole nei primi 18 anni di commercializzazione. Oggi sono circa 65 milioni le prescrizioni di Viagra fatte nel mondo.

Un successo, quindi, per la cura della disfunzione erettile, anche se comunque non sono mancati effetti collaterali anche gravi in tantissimi uomini nel corso di questi anni, ma gli effetti sono stati a dir poco disastrosi quando si è provato a utilizzare il farmaco per altri scopi.

Nello specifico, uno studio clinico che prevedeva la somministrazione a donne incinte del sildenafil, il principio attivo del farmaco anti-impotenza Viagra, è stato interrotto in Olanda dopo la morte di 11 neonati.

La ricerca era stata condotta in 10 ospedali, ad Amsterdam e in altre città, finora su un totale di 93 donne alle prese con gravidanze problematiche segnate da un’insufficiente crescita dei feti. Una complicazione che il Viagra si confidava potesse aiutare a risolvere migliorando l’irrorazione del sangue verso la placenta grazie al suo effetto dilatatore sui vasi, come già verificato nella sperimentazione preliminare sui topi.

Salvo, però, come abbiamo visto,  registrare conseguenze fatali sui polmoni di 11 dei neonati venuti al mondo dopo il trattamento.

Il sospetto è che l’innalzamento della pressione sanguigna indotta dalla `pillola blu´ abbia avuto come effetto collaterale quello di portare troppo ossigeno nei polmoni dei piccoli, danneggiandoli in alcuni casi in modo irreparabile.

In un’intervista al quotidiano olandese De Volkskrant il ginecologo Wessel Ganzevoort, capo dello studio sul sildenafil, ha detto: «Volevamo dimostrare che c’è un modo efficace per far crescere i bambini. Ma è successo il contrario. Sono scioccato. L’ultima cosa che volevamo era fare del male ai pazienti».

La sospensione in Olanda ha avuto effetto immediato, ma è indicata per ora come «temporanea» in attesa di accertamenti definitivi.

Un portavoce dell’Umc (Centro Medico Universitario) di Amsterdam ha fatto sapere da parte sua che le prime verifiche interne hanno escluso negligenze o comportamenti impropri nella ricerca. Ma che si attende il responso finale di un panel investigativo indipendente.

Ricordiamo che in precedenza, infatti, trial dello stesso tipo non avevano suggerito possibili danni. Tuttavia non erano riusciti a dimostrare nemmeno dei benefici, tanto che allora – era il 2010 – gli studiosi avevano raccomandato di utilizzare sildenafil in gravidanza solo in ambito sperimentale.

“Il risultato dello studio olandese è inaspettato – afferma Zarcko Alfirevic dell’università di Liverpool, che ha partecipato ai test condotti in passato – Dobbiamo cercare di saperne di più”, commenta citato sul sito della Bbc. “C’è bisogno di un’indagine approfondita – ribadisce – perché in altri due studi simili portati avanti nel Regno Unito, in Australia e Nuova Zelanda non sono state osservate complicazioni”.

Angela Sorrentino

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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