Virus, a sconfiggerli ci pensano proiettili d’oro

Secondo la definizione più comune, un virus è un’entità biologica elementare con caratteristiche di parassita obbligato, in quanto si replica esclusivamente all’interno delle cellule viventi di altri organismi. I virus possono infettare tutti i tipi di forme di vita, dagli animali, alle piante, ai microrganismi, compresi batteri e gli archeobatteri.

I virus si trovano ovunque vi sia vita e probabilmente esistono fino dall’evoluzione delle prime cellule viventi. L’origine dei virus non è tuttavia chiara perché non formano fossili; tecniche molecolari sono state utilizzate per confrontare il DNA o l’RNA di virus e si sono dimostrate delle tecniche molto utili per indagare su come si potevano presentare anticamente.

Pur essendo incapaci di riprodursi, i virus possono comunque sopravvivere nell’ambiente esterno e ivi conservarsi per un tempo limitato; il virus dell’influenza, per esempio, può persistere per ore al di fuori del corpo, specialmente in condizioni di freddo e bassa umidità.

Per quanto concerne la capacità infettiva, i virus sono in genere fortemente specie e tessuto specifici (la replicazione virale si svolge preferenzialmente in un organo o apparato di esemplari appartenenti ad una certa specie); soltanto alcuni virus possono causare malattie sia nell’uomo che in alcuni animali, mentre ancor meno sono quelli capaci di infettare sia animali che vegetali.

Quando il virus infetta l’organismo si parla di patogenesi virale. I virus non sono batteri, motivo per cui gli antibiotici sono inefficaci contro le infezioni virali, mentre alcuni vaccini offrono una buona protezione. Esistono inoltre farmaci antivirali, che solitamente sono citotossici e come tali lesivi sia per il virus che per la cellula.

Gli antivirali più diffusi agiscono sulla replicazione del genoma virale, quindi sui sistemi enzimatici, come le polimerasi, coinvolti in questa fase; un esempio è dato dall’aciclovir.

Virus, a sconfiggerli ci pensano proiettili d’oro

Virus a sconfiggerli ci pensano proiettili oro

Ma a quanto pare ora abbiamo anche una nuova arma nella lotta contro i virus: arrivano le nanoparticelle d’oro. All’ospedale San Luigi i Ricercatori dell’Università di Torino e dell’Ecole Polytechnique Federale de Lausanne sono infatti riusciti a creare delle nanoparticelle non tossiche che esercitano una pressione locale sulla particella virale fino a causarne la distruzione.

“I virus si replicano dentro le cellule ed è molto difficile trovare molecole in grado di attaccarli senza danneggiare le cellule ospiti – ha spiegato all’Ansa Francesco Stellacci del Politecnico Federale di Losanna (Epfl) -. Il nostro studio dimostra, però, che esiste un modo nuovo di creare farmaci contro di loro”.

La loro caratteristica è imitare i recettori sulla superficie delle cellule. In questo modo – ha chiarito lo studioso – il virus vi si attacca per infettarle e il contatto avvia un processo che, con una pressione locale, porta alla ‘rottura’ del virus al di fuori delle cellule, quindi senza danneggiarle. Inoltre – ha aggiunto Stellacci – i virus per aderire usano leganti che non mutano molto, permettendoci di usare la stessa strategia su diverse infezioni virali, che causano ogni anno milioni di morti soprattutto nei Paesi più poveri”.

David Lembo, che ha guidato il gruppo torinese, ha invece spiegato che le nano particelle d’oro rappresentano una sorta di bacio della morte per i virus che vengono attirati con l’inganno. Il ricercatore sottolinea che i risultati sono stati raggiunti dopo 3 anni di studio e che in ogni caso prima che questa ricerca possa arrivare concretamente al paziente saranno necessari ancora tre anni.

In buona sostanza, quindi, molto presto i medici potrebbero avere a disposizione un unico farmaco antivirale che, come un antibiotico che agisce ad ampio spettro contro i batteri, può aggredire virus diversi come l’Hiv, il papilloma, l’Ebola, l’Herpes e la Dengue.

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