WhatsApp sul lavoro? Putin studia una severa punizione

Eleonora Gitto

WhatsApp sul lavoro? Putin studia una severa punizione.

Quanti di noi usano i social sul lavoro più o meno di nascosto? E quanti sono colti nella flagranza del reato, magari dal capo o da un suo collaboratore? Tanti.

E sono tanti, tantissimi coloro che, facendo finta di niente, fra una digitazione sulla tastiera e una conferenza, furtivamente mettono mano a uno dei social più famosi, WhatsApp.

La cosa succede anche in Russia. Ma qui il governo russo ha chiesto ufficialmente ai Servizi di Sicurezza Federale per sviluppare un sistema che punisca severamente gli impiegati e i funzionari dello Stato che si scoprono a utilizzare indebitamente il social.

Se si tratta di corrispondenza che non riguarda il lavoro, arrivano le sanzioni.

Il famoso quotidiano Izvestia riferisce che nell’elenco dei social proibiti ci sono, oltre a WhatsApp, Viber e Telegram.

I relativi regolamenti per l’inibizione probabilmente saranno pronti per la metà dell’anno prossimo.

Evidentemente a Putin sta molto a cuore la sicurezza e la riservatezza delle informazioni statali.

Specialmente dopo che ha messo le mani sulla posta di Hillary Clinton, e probabilmente non solo.

Ora evidentemente ha paura che ci siano ritorsioni, che non è una cosa improbabile.

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