Aids, polemiche sulle spese per salvare un gatto malato di FIV
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Sentiamo spesso, negli ultimi mesi, parlare di Aids e Hiv, dato che la guardia è stata abbassata, e quindi si fa sempre meno attenzione alla prevenzione, col risultato che sempre più persone son sieropositive seza neppure esserne a conoscenza.

In pochi però sanno che questo virus esiste anche nella variante animale.

Gli animali domestici non trasmettono l’HIV; questo infatti è un virus che colpisce solo la specie umana, ma esistono altri virus in grado di causare una malattia simile all’HIV negli animali, in particolare nel gatto (FIV), nella scimmia (SIV) e nel bovino (BIV).

Questi virus non sono trasmessi all’uomo attraverso graffi o morsi o contatti di altro tipo (carezze, pulizia ecc).Vista la notevole somiglianza con la malattia che colpisce l’uomo questi sono utilizzati solo a scopo scientifico come modelli di studio.

Il virus dell’immunodeficienza felina (FIV) è un virus classificato tra i Lentivirus, un genere che appartiene alla famiglia dei Retroviridae. È simile, come abbiamo detto, all’HIV e causa nei gatti una malattia con caratteristiche e decorso simili alla sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS).

Tra i gatti sani, la percentuale di esemplari infettati dal virus si attesta tra l’1,5 ed il 3%. La percentuale aumenta sensibilmente fino a superare il 15% nei gatti malati e debilitati, con il sistema immunitario compromesso.

Il contagio avviene principalmente attraverso ferite causate da morsi, dunque i gatti che vivono in contesti affollati ma pacifici, in cui gli equilibri dominanti non sono in discussione, non corrono particolari rischi. A volte la trasmissione può avvenire da una mamma infetta ai micini durante il parto o attraverso il latte infetto. I rapporti sessuali, tra le modalità di contagio, non sono tra i più incisivi.

Aids, polemiche sulle spese per salvare un gatto malato di FIV

Aids polemiche sulle spese per salvare un gatto malato di FIV

Le aspettative di vita di un gatto affetto da FIV variano da caso a caso e sono impossibili da prevedere: alcuni gatti convivono per anni con l’immunodeficienza, altri peggiorano rapidamente o muoiono per infezioni secondarie, contratte a causa del sistema immunitario troppo debole.

Un gatto randagio, l’anno scorso, aveva rischiato di morire a causa dell’Aids.

Salvato dalla Polizia municipale di Campobello di Mazara, in provincia di Trapani, il micio era quindi stato subito curato dai veterinari della clinica San Vito, di Mazara del Vallo, e in poco tempo si era ripreso.

Nel centro il felino è rimasto dal 30 dicembre 2016 al 28 febbraio scorso – spiega Giuliano Panierino, comandante della polizia municipale – poi, è rimasto ancora lì sino al 7 aprile prima che un’associazione lo adottasse”.

Una storia a lieto fine, per fortuna, che però ancora oggi lascia strascichi, dato che sono tante le polemiche intorno ai costi sostenuti dallo stesso comune.

Nello specifico, il gruppo ‘Io amo Campobello’ attacca Comune e vigili per le spese eccessive sostenute per curare il gatto, spese a cui avrebbe dovuto contribuire anche l’Asp.

L’urgenza dell’intervento non ci ha consentito di coinvolgere l’Asp“, ha replicato Panierino, ma le polemiche non si arrestano.

Quel che è certo, al di là di chi alla fine si accollerà le spese, è che il micio andava salvato, e i medici si sono prodigati, riuscendo in un’impresa la cui probabilità di successo non è certo alta.

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