Alzheimer, cure dovrebbero essere gratis per tutti
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Il morbo di Alzheimer è una forma di demenza degenerativa che colpisce milioni di persone in tutto il mondo, normalmente si tratta di una malattia invalidante che colpisce maggiormente in età presenile, detta anche Alzheimer-Perusini o più comunemente “Alzheimer”, provoca l’alterazione delle funzioni cerebrali e per la persona colpita risulta sempre più difficile espletare le attività quotidiane che normalmente vengono eseguite.

È uno stato provocato da una alterazione delle funzioni cerebrali che implica serie difficoltà per il paziente nel condurre le normali attività quotidiane. La malattia colpisce la memoria e le funzioni cognitive, si ripercuote sulla capacità di parlare e di pensare ma può causare anche altri problemi fra cui stati di confusione, cambiamenti di umore e disorientamento spazio-temporale.

Il sintomo precoce più frequente è la difficoltà nel ricordare eventi recenti. Con l’avanzare dell’età possiamo avere sintomi come: afasia, disorientamento, cambiamenti repentini di umore, depressione, incapacità di prendersi cura di sé, problemi nel comportamento. Ciò porta il soggetto inevitabilmente a isolarsi nei confronti della società e della famiglia. A poco a poco, le capacità mentali basilari vengono perse. Anche se la velocità di progressione può variare, l’aspettativa media di vita dopo la diagnosi è dai tre ai nove anni.

La patologia di Alzheimer colpisce oggi nel mondo 47milioni di malati, che, a causa dell’allungamento della vita e dell’invecchiamento generale, diventeranno 130 milioni entro il 2050 con un costo enorme per la società, senza contare che la malattia non ha ancora una cura

La demenza di Alzheimer colpisce circa il 5% delle persone con più di 60 anni e in Italia si stimano circa 600mila ammalati: un fardello che finora è pesato quasi esclusivamente sulle spalle delle famiglie di origine, ma di cui si dovrà far carico esclusivamente lo Stato.

Alzheimer, le cure devono diventare gratis per tutti

Alzheimer, le cure devono diventare gratis per tutti

Nello specifico, il costo medio annuo per paziente è pari a 70.587 euro, comprensivo dei costi a carico del Servizio sanitario nazionale, di quelli che ricadono direttamente sulle famiglie e dei costi indiretti (gli oneri di assistenza che pesano sui caregiver, i mancati redditi da lavoro dei pazienti, ecc.): è quanto emerge dalla terza ricerca realizzata dal Censis con l’Aima (Associazione italiana malattia di Alzheimer), con il contributo di Lilly, che ha analizzato l’evoluzione negli ultimi sedici anni della condizione dei malati e delle loro famiglie.

Una sentenza storica arriva però a cambiare le carte in tavola: le cure per i malati di Alzheimer devono essere gratuite e a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Lo ha affermato la Corte di Cassazione con una sentenza che aprirà la strada a oltre 700mila famiglie, che hanno un malato in casa, per chiedere i rimborsi delle spese sostenute per le cure, circa 2.000 euro al mese in media per farmaci, infermieri e badanti.

Il Supremo Collegio si è trovato di fronte il ricorso della Regione Lazio contro la decisione del Tribunale di Roma che aveva condannato la Regione a risarcire la figlia di un anziano signore delle spese sostenute mentre il genitore era ricoverato. Le spese per questa particolare patologia neurodegenerativa devono, secondo i giudici di merito, essere sostenute dal Servizio Sanitario Nazionale.

La conseguenza immediata potrebbe essere ora un pesante esborso da parte della Regione Lazio che potrebbe vedersi costretta, a seguito dei migliaia di ricorsi analoghi, a rifondere i cittadini delle spese di degenza e delle rette delle varie Case di Cura.

Basti pensare che presso il Tribunale di Roma sono già state avviate almeno 10 cause analoghe a quella che ha visto soccombente la Regione Lazio e,nello stesso tempo, l’associazione Avvocato del Cittadino ha proposto una vera e propria azione collettiva, a cui finora hanno aderito altri 100 soggetti, allo scopo di ottenere i giusti rimborsi.

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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