Carne rossa non va demonizzata se consumata moderatamente
Carne rossa non va demonizzata se consumata moderatamente

Proprio in queste ore la Coldiretti ha comunicato che un milione di italiani negli ultimi mesi ha lasciato la dieta vegana, praticamente 2 su 3, e oggi l’esercito che ha messo al bando i cibi di origine animale sarebbe ridotta a 460 mila persone.

Indirettamente quindi moltissimi italiani sono tornati a consumare, con buona pace dei problemi etici e dei sensi di colpa verso gli animali diretti al macello, carne bovina, suina, ovina e persino equina.

Più nello specifico, solo nell’ultimo anno l’aumento dei consumi ha riguardato tutte le diverse tipologie di carne da quella di pollame (+4%) a quella di maiale (+4%) fino a quella bovina (+5%) che fa registrare il maggior incremento nel primo trimestre rispetto all’anno precedente, in un quadro di sostanziale stagnazione della spesa alimentare (+1,4%).

Merito di questo “ritorno” anche la mancanza di solide basi scientifiche: anche le ricerche più recenti hanno confermato che la carne, mangiata senza abusarne, non fa male e non è cancerogena, anzi.

Tutto era cominciato tre anni fa, quando nell’ottobre del 2015 lo Iarc (l’agenzia per la ricerca sul cancro che fa parte dell’Organizzazione mondiale della sanità) annunciò di aver inserito le carni lavorate – come wurstel, salsicce e insaccati – nell’elenco dei prodotti cancerogeni e le carni rosse in quello dei “probabilmente cancerogeni”.

In queste ore però lo studio da cui era scaturita la decisione è stato pubblicato integralmente e ci sono diversi elementi di novità. Ad esempio oggi sappiamo che lo Iarc ha fornito il suo parere sulla base di circa 14 studi epidemiologici, sui circa 800 presi in esame.

La stragrande maggioranza di questi, quindi, è stata giudicata poco attendibile. Dei 14 analizzati solo 7 evidenziavano una correlazione tra eccessivo consumo di carne rossa e tumore al colon retto, mentre i rimanenti 7 studi non individuavano alcun effetto.

La monografia Iarc conclude quindi che vi sono limitate evidenze che il consumo di carne rossa causi il cancro nell’uomo quindi “l’eccesso” di consumo di questo alimento viene considerato solo una probabile causa per l’aumento del rischio di tumore al colon retto.

«Mangiare carne rossa, di per sé, non aumenta il rischio di insorgenza dei tumori»: parola di Giorgio Poli, microbiologo e immunologo di fama internazionale dell’Università di Milano, in passato preside della facoltà di Medicina veterinaria dello stesso ateneo, membro dell’European Food Information Council (Eufic) organizzazione senza fini di lucro cofinanziata dalla Commissione europea, che, su basi strettamente scientifiche, offre informazioni chiare e pratiche su temi legati agli alimenti e alla salute.

«Il documento dell’Oms non è credibile. Per il loro studio, da loro stessa ammissione, si sono basati su 800 pubblicazioni a tema, vecchie, scientificamente superate», spiega. «Inoltre, uno studio scientifico degno di tale nome deve esaminare almeno diecimila pubblicazioni per essere giudicato attendibile».

«Sono conclusioni sbagliate perché tratte da un metodo di analisi sbagliato. Non hanno considerato le differenze genetiche, ambientali e comportamentali dei soggetti monitorati, quindi il loro studio non può essere considerato attendibile». Metodo di analisi inaffidabile anche perché non tiene conto dei progressi, in positivo, dell’industria alimentare: «Proprio perché le loro analisi sono basate su pubblicazioni piuttosto vecchie, non tiene conto del fatto che in questi anni molti degli elementi che rendevano le carni lavorate potenzialmente pericolose, sono scomparsi dai procedimenti di produzione di quegli alimenti», chiosa Poli.

Come in ogni cosa quindi, la soluzione sta nel mezzo.

Un consumo eccessivo di carne aumenta la probabilità di sviluppare patologie come il diabete, l’ipercolesterolemia, l’obesità, e favorisce l’insorgenza di alcuni tipi di tumori soprattutto a livello dell’apparato gastrointestinale, mammario e prostatico e dell’endometrio, ma un consumo moderato invece ne riduce il rischio.

La carne, non dimentichiamo, è del resto ricca di nutrienti preziosi per l’organismo come le proteine di elevato valore biologico, vitamina B12 e ferro, utili per la salute dell’organismo.

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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