Dalla vinaccia all’etanolo, nasce il carburante del futuro

Se il carburante è una voce consistente di spesa per tutte le famiglie italiane, ben presto si potrà dire addio all’ansia legata alle fluttuazioni del valore del barile del petrolio e rivolgersi a fonti di energia alternativa, con carburanti molto meno costosi e soprattutto a zero impatto sull’ambiente.

La speranza di un nuovo carburante ecologico ed economico arriva da una ricerca australiana condotta dall’Università di Adelaide, secondo cui gli scarti dell’uva derivanti dalla produzione di vino potrebbero diventare biocarburanti “competitivi”: lo studio ha dimostrato come dalla fermentazione di una tonnellata di scarti di uva si possano ottenere fino a 400 litri di bioetanolo, l’etanolo prodotto dalla fermentazione delle biomasse che può essere utilizzato come carburante.

Analizzando la vinaccia di due varietà di uva, il Cabernet-sauvignon e il Sauvignon Blanc, i ricercatori hanno scoperto che la maggioranza dei carboidrati trovati in queste due vinacce può essere convertita direttamente in etanolo attraverso il processo di fermentazione, con una resa di 270 litri per ogni tonnellata di vinaccia.

“Sfruttare gli avanzi della produzione di vino per produrre biocarburanti ha del potenziale economico per quello che è in gran parte un prodotto di scarto” – ha spiegato Rachel Burton, docente dell’università di Adelaide.

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